Editoriali / Partita

L’analisi di Atalanta-Inter

guarin bergamo 2La partita di ieri è stata vinta con un risultato abbondante, grazie alla ritrovata vena realizzativa di Guarin e all’espulsione di Benalouane. L’Inter approccia la decisiva gara con il Celtic con due vittorie convincenti, esagerate nel punteggio, così come era stata immeritata la sconfitta di Napoli. Così è il calcio. Nel pomeriggio piovoso di Bergamo è stata smentita l’idea che senza Icardi la squadra è spuntata, per non parlare di quelli che dicevano che Mancini faceva peggio di Mazzarri.

I tre attaccanti più Guarin non hanno solo gonfiato la rete quattro volte, ma creato un’amalgama esplosivo, con il solo Podolski ancora troppo stazionario. Shaqiri partiva dal centrodestra nello spazio tra Carmona e Gomez prendendoli alle spalle, Guarin partiva largo a destra vedendosela con Bellini, creando ulteriori spazi per Shaqiri e accentrandosi per colpire o servire assist; Palacio come sempre era il più mobile, o partiva dal centrodestra oppure andava sul centrosinistra a fare coppia con Podolski, creando spazi per i compagni e fornendo sponde. L’Atalanta rispondeva con una squadra eccessivamente offensiva, al di là del 4-4-1-1, in campo c’era una prima punta, una mezza punta, un esterno offensivo come Gomez che difendeva male e stringeva poco, due interni di costruzione come Cigarini e Carmona che lasciavano molto spazio tra le linee dove s’infilavano Shaqiri, Palacio e Podolski, oltre a Guarin. Più coperta la catena di destra con Masiello e Zappacosta, che se la vedevano con Santon e Brozovic più timidi. Nonostante i quattro gol segnati possiamo dire che i nerazzurri non sono stati spietati, hanno chiuso la partita solo al 63′ con l’Atalanta in dieci dopo non aver sfruttato diverse situazioni di centrocampo saltato e con un centrale portato fuori. In particolare in apertura di ripresa fondamentale è stato il lavoro di Palacio a far partire i contropiedi, portando fuori due volte Stendardo, con Shaqiri e Guarin che sbagliavano l’ultimo passaggio. Svariando sull’altro fronte Palacio ha sfruttato una palla persa dall’Atalanta con Bellini sganciato in avanti costringendo ad uscire Benalouane e procurando la sua espulsione. Colantuono è corso ai ripari accentrando Masiello e abbassando Zappacosta, questo ha aperto la corsia sinistra per Santon e Brozovic che hanno potuto salire con più frequenza. Poi è uscito Gomez e il centrocampo si è sistemato finalmente a tre con Baselli-Cigarini-Carmona. Un altro contropiede ha chiuso la partita, palla recuperata da Podolski, Santon è ripartito palla al piede, trascinandosi Baselli e Carmona, Shaqiri si è allargato a sinistra portandosi Stendardo (uscito forse frettolosamente con già Zappacosta schierato a destra) e servendo l’incuneamento centrale di Guarin che ha sfruttato il rientro tardivo di Cigarini e il blocco di Palacio su Bellini, con il solo Masiello rimasto a parargli davanti, tiro aggirante e partita chiusa. Nel finale Mancini ha provato altre soluzioni offensive disponendosi con un 4-3-2-1 con Hernanes e Kovacic alle spalle di Podolski.

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