Sono tutti mercenari ma ogni anno voglio la rivoluzione

Il tifoso populista è una figura particolare, ma soprattutto diciamo che è stagionale. D’inverno si lamenta che il calcio ormai è solo business, che tutto nel nostro sport è dettato dai soldi e dal vil denaro, ma d’estate nel tifoso populista avviene una metamorfosi, se il proprio club non spende 300 milioni di euro nella campagna acquisti ne rimane offeso, per lui il valore della campagna della propria squadra è basata su quanti soldi spendi, non sul valore razionale dei giocatori, per lui più spendi più sei stato bravo, ma come, non era il vil denaro?
Insomma il calcio non è più delle bandiere, i calciatori sono tutti mercenari, ma poi arriva giugno e il tifoso populista vorrebbe vendere undici calciatori della propria squadra e comprarne altri undici, è romantico a parole ma nei fatti è assatanato di mercato. Basa il suo giudizio sul proprio club su quanto si è speso, se non si spende almeno 200 milioni di euro è uno schifo per lui, ma allo stesso tempo è disgustato dal denaro, dal calcio business, per anni infatti ha contestato il presidente romantico e innamorato perchè sperperava soldi e non aveva capacità manageriali, ora contesta la proprietà che sta attenta al bilancio e investe su cose a lungo termine come lo stadio e il centro di allenamento, di cui a lui non gliene frega niente. Insomma è uno spettacolo a vedersi. Il più grande spettacolo dopo il big bang è lui.









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