Una serata ben vissuta allo stadio nonostante la sconfitta

Tifocronaca Inter-Brugge

Torna la cronaca ambientale e il racconto della partita al Meazza, ieri sera a dispetto del risultato finale c’era veramente un bel clima, stadio come sempre pieno, serata leggera, di pesante solo il bollettino dei gol subiti

Cari amici, sono rientrato a casa dalla serata al Meazza, e ancora non so bene se mi sono divertito perchè ho rivisto con piacere il nostro editorialista Timetraveler che ha patito con me allo stadio, perchè poi comunque è stata una bella partita e perchè alla fine una serata allo stadio è sempre una serata allo stadio, oppure invece no, se sono arrabbiato, non tanto perchè abbiamo perso ma perchè ci siamo fatti uccellare da questi belgi non senza una certa dabbenaggine e ingenuità. Tra l’altro la serata non era iniziata benissimo quando un gruppo di tedeschi è entrato sul treno della metro facendosi largo spingendo, poi Time mi ha detto che erano belgi, per me erano tedeschi, ma rimane la soddisfazione di averli accolti con gomiti ben appuntiti alla bisogna. Dopo questo spiacevole o piacevole episodio siamo arrivati al tempio decidendo di bypassare salamelle e birre, subito dentro per una serata astemia e concentrata sul match, ma a mezz’ora dall’inizio lo stadio si presenta ancora semivuoto, poco male, è giorno feriale, a Milano si lavora come si diceva una volta e tutti arrivano alla spicciolata e allora per il fischio d’inizio San Siro è colmo in ogni ordine di posto. I tifosi del Brugge sono tantissimi e riempiono tutto il settore ospite ma sono totalmente incolori, nessuna bandiera, quattro stendardi in croce e solo un gruppetto centrale che fa partire qualche coretto, però salutano il loro ex Stankovic con uno striscione, invece la curva nord parte forte e sostiene compatta per tutto il primo tempo, in un mix di cori anni 90 e cori anni 20, a volte seguita dal resto dello stadio, come sempre. In campo il gioco è piacevole, il clima è caldo, sia io che Time ci siamo vestiti fin troppo, ma non potevamo non indossare le nostre sciarpe di lana d’ordinanza, al terzo anello rosso c’è anche una gradevole presenza femminile sparsa, mentre il calcio di rigore del Brugge è accompagnato da una ruggente grandine di fischi, ma non basta, è gol. Belgi in vantaggio ma tifoseria interista che sostiene e trascina al pareggio la squadra, in prima fila ovviamente il secondo anello verde, ma anche il primo in questo frangente che si alza in piedi a tifare. Nella ripresa purtroppo però le cose cambiano, il secondo gol è un vero e proprio trauma non solo per i giocatori in campo, ma anche per il pubblico astante, mentre la tifoseria ospite appare ringalluzzita e scopriamo che non erano dei manichini. Possiamo veramente dire che è stato veramente uno shock per tutti, nessuno se lo aspettava, siamo rimasti tramortiti e disorientati dal secondo gol e le vicende del campo hanno fatto il resto. La partita finisce così con questo assurdo 3-4, tanta voglia di andare a casa, niente di irrimediabile certamente, ma la sensazione è che non è stato un episodio, ma c’è qualcosa da rimediare in fretta, il tabellino delle reti subite dall’inizio della stagione è un colabrodo, bisogna pensarci su, ma intanto Time mi promette la stesura di un suo editoriale. Ma una ultima annotazione, si continua a dire che i giovani non seguono il calcio, c’è da dire che invece allo stadio ieri abbiamo visto una età media veramente bassa, tanti giovani, o siamo noi che stiamo invecchiando e ci sembrano tutti giovani? Anzi, c’è ancora una ultima annotazione che farà inorridire tutti i fans di Vasco Rossi, mettere la sua canzone “vivere” prima della partita è bellissimo, ma magari mettiamo anche qualcosa di più grintoso e meno malinconico, qualcosa che dia la carica, bellissimo invece il gioco di luci che preannuncia l’ingresso in campo. Per oggi è tutto, ma in arrivo le foto fatte allo stadio e altri commenti.

Amala.