Luci e ombre a San Siro

La serata allo stadio per Inter-Liverpool

Erano anni che non vedevo perdere l’Inter a San Siro, tanto che pensavo di essere diventato una sorta di talismano porta fortuna, ma prima o poi doveva capitare, certo proprio non mi immaginavo stasera a dirla tutta. Sulle ali di tanto entusiasmo sono così arrivato allo stadio in compagnìa del nostro editorialista Timetraveller, che mi ha promesso un articolo, ma ultimamente ahilui è oberato dagli impegni di lavoro. Arrivati nel piazzale però subito sia io che lui abbiamo notato un clima compassato, non da serata di Champions, senza notte magica. La quantità di turisti provenienti da ogni parte del mondo e visibilmente poco coinvolti dall’appuntamento si era già fatta notare fuori dal tempio, c’era anche un russo ubriaco che cercava di baciare tutti. Ma preso posto al terzo anello rosso ci siamo trovati letteralmente circondati da gitanti che palesemente della partita non gliene fregava nulla, la loro attenzione era tutta incentrata sullo chattare sui telefonini e scrivere sui social. Alzavano lo sguardo solo per fare qualche video o foto da postare rigorosamente e immediatamente sui loro amati portali. Va detto che anche negli anni scorsi avevo notato una cospicua presenza di turisti alle partite, ma erano una simpatica nota di colore, li avevo quantificati nel 15% dei presenti, oggi senza esagerare erano almeno il 35%. Certo, Milano è diventata una città turistica e questo è bellissimo, portano soldi, dimostrano che la nostra città è bella a differenza di quello che dicono i detrattori, ma a me piace ricordare quel polacco che vidi piangere qualche anno fa a San Siro solo per l’emozione di esserci, oggi invece ho visto tanti sbadiglianti e chattanti turisti che gli avevano palesemente infilato la gita allo stadio di Milano nel pacchetto viaggio e non vedevano l’ora di andare a casa. L’anno prossimo magari andranno al colosseo. Meno male che c’era la curva nord, che ha cantato per 90 minuti in uno stadio ammutolito, però c’è da dire che ha proposto poco quei cori che negli anni scorsi coinvolgevano tutto lo stadio, preferendo un mix di cori anni ’90 con nuovi cori onestamente poco coinvolgenti, senza offesa, perchè il loro tifo è stato incessante e la cosa più bella della serata sicuramente è stato il saluto della squadra a loro a fine partita. E’ stata comunque la cosa più vera in un contesto un po’ da cartolina, che di certo non ha trasmesso quell’elettricità e quel fuoco ai giocatori che sembravano averne decisamente e dannatamente bisogno. Pensate che mi è persino passata la voglia di mangiare la solita salamella, ho bevuto una sola birra, che ho deciso di pagare in contanti perchè la tecnologia stasera mi metteva abbastanza tristezza.. Ma la vera grande delusione sono stati i tifosi del Liverpool, che hanno sì riempito il settore ospiti, ma sono stati zitti fino all’85’, dopodichè hanno fatto un corino dopo il gol e poi basta. Tutto lì. Sinceramente lo ammetto, ero venuto anche per sentire il loro famoso inno you’ll never walk alone, vedere le loro sciarpate, ma nulla, forse erano delle comparse, forse si sono adattati al clima, in questo scenario un po’ acquario, un po’ teatro, dove come detto provava a rompere il tutto la curva nord in maniera encomiabile, ma senza quell’onda d’urto degli anni passati a dire la verità. Insomma è andata un po’ così, non solo per il risultato, ma ci rifaremo. Certo, di solito torno da San Siro camminando due metri sopra terra e con l’adrenalina a mille, oggi torno a casa come dopo la visita ad un museo, bei quadri, tutti molto educati, tanti idiomi di tutto il mondo orecchiati, ma per me lo stadio è un’altra cosa.

Alla prossima e amala! (e rimettetela amala)