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Strama, ci vuole fame e cattiveria

Dopo la doppia seduta di allenamento per la squadra, Stramaccioni convoca una conferenza alle 10 del mattino, anche i giornalisti sono messi in riga, e presto chiederà di giocare una partita alle 7. Anche i tifosi sono avvisati. Si parla poco di Sneijder, ed a sorpresa si parla molto della partita di domani, di Gasperini che ancora non si da pace di essersi seduto sulla panchina dell’Inter per sole tre partite, si analizza il momento negativo dell’Inter: Messo in conto il calo fisico per gli impegni in Europa League, Strama apre all’ipotesi appagamento, e considera che è mancata fame e cattiveria dopo la vittoria di Torino. Bisogna tornare a quella applicatissima fase difensiva che portò la squadra al secondo posto.

Ecco le dichiarazioni di Stramaccioni in conferenza stampa riprese da Fcinternews.it

Che sfida ti aspetti col Palermo?
Con tutto il rispetto per il Palermo, mi aspetto tanto dai ragazzi. Siamo chiamati a fare bene e vogliamo ricominciare a correre e a fare punti, per noi sarà importante approcciare bene alla partita e ricominciare a fare quello che abbiamo fatto fino a venti giorni fa. Bisogna dimostrare che queste tre partite sono state solo un momento. Domani conterà l’Inter.

Come si è allenato Sneijder?
E’ stata una delle settimane più belle, abbiamo lavorato senza turno infrasettimanale e nazionali. Per me vale tantissimo, il lavoro sul campo è importante e qui all’Inter non c’è mai stato. Si è allenato bene come tutti gli altri, può essere convocato.

Ti sei seduto a un tavolo con lui?
Questa cosa sembra più gravosa di quanto sia in realtà, io penso di essere prima un uomo e poi l’allenatore dell’Inter. Con Wes c’è un ottimo rapporto. Per quanto riguarda me, io non ho niente da aggiungere, tra noi è tutto chiaro.

Il tuo rapporto con Gasperini?
E’ un esempio per me. Il mio primo contratto da professionista è stato al Crotone, quando allenava lui. A me ha sempre parlato bene dei giocatori, dell’Inter, dell’ambiente. Era rammaricato a non aver messo sul campo le sue qualità, a me ha sempre parlato bene di tutti.

Un denominatore comune di queste sconfitte?
Ho deciso di affrontare il Rubin senza alcuni punti di forza. Un denominatore comune è stata la mancanza in fase di non possesso, situazioni di fame e cattiveria. A Parma ho visto un calo vero, mentre col Cagliari e l’Atalanta ho visto delle reazioni. Lì ho avuto la sensazione che potevamo giocare per un’altra oretta ma non avremmo segnato. Nelle vittorie, anche la fase difensiva sembrava davvero inossidabile.

Avete pagato le trasferte europee?
Io credo di sì. Anche ai giocatori che sono rimasti a Milano, nelle prime uscite ho dato ricambio. Le abbiamo pagate non come alibi, ma come constatazione.

Hai scelto tu di fare la conferenza alle 10?
Mi dà fastidio vedervi mangiare troppo, con questi super buffet e con i maccheroni in bocca. Accontentatevi del caffè e del cornetto.

Hai già deciso i convocati?
Nelle ultime partite abbiamo giocato bene. La mia preoccupazione è più su un discorso di formazione. I convocati sono un po’ meno importanti con questa panchina infinita.

Quanto conterà la partita di domani?
L’Inter ha battuto le due squadre migliori, Juventus e Fiorentina in due grandi partite. Ci hanno dato la consapevolezza di esserci. Se batti la prima in classifica e quella che gioca il miglior calcio della Serie A ti dà forza. Abbiamo lasciato punti contro squadre minori. Domani capiremo se è stato un periodo come può capitare in cui tu hai fatto un punto in tre partite. Anche se preferisco quattro punti in quattro partite. Se non faremo risultato domani ci sarà una regressione tecnica, anche se sono sicuro che torneremo a vincere, dando una buona risposta sul campo.

Perso fame dopo la vittoria con la Juve?
Non ho sottovalutato nessuna partita, ma il dato oggettivo è che non abbiamo vinto le ultime tre. Non ci nascondiamo, vediamo, facciamo parlare in campo e vediamo se cc’è qualcosa da analizzare.  Cosa chiederò alla squadra? Di tornare alle caratteristiche che ci hanno fatto arrivare dove neanche pensavamo di poter arrivare. A Parma era un brutto secondo tempo, poi una grande disattenzione collettiva ci ha fatto perdere. Eravamo pericolosi e più esposti, col Parma nessuno era pericoloso. Domani dobbiamo mantenere l’equilibrio, perché il gioco del mister è molto pericoloso soprattutto con Ilicic, Dybala e Brienza.

Situazioni da valutare in difesa?
Non è il momento. Non sono nella condizione di gestire, perché domani deve andare in campo la squadra migliore. In alcuni reparti posso fare a parità di scelta delle preferenze. Se un giocatore sta facendo bene, non voglio dare un segnale che venga preservato per non prendere un giallo. I tre punti di domani sono più importanti. Non farò calcoli, se non in dubbio.

Le condizioni di Milito?
Ha saltato l’allenamento di ieri. Nel momento in cui ha effettuato un passaggio ha sentito un problema al quadricipite, lui ha grande esperienza e abbiamo preferito gestirlo. Mi assicura che sta bene e non ci sono problemi.

Palacio perché non è stato tenuto a riposo?
L’unico giocatore che ci è sfuggito nel mercato è un attaccante centrale. Ho fatto riposare Cassano e non lui perché Antonio non può giocare come Rodrigo da centravanti. Non sono più riuscito a dare ricambio a giocatori come lui, poi Rodrigo ha viaggiato molto, andando via con la Nazionale. I nazionali non si sono mai fermati, ci può stare che nella giocata Milito-Palacio si sbaglia lo stop. Domani andiamo in campo e vediamo se è stata una cosa momentanea.

Un’ultima analisi su Parma.
Io non ho visto una squadra avversaria chiusa nella sua area. Col Parma c’è stato equilibrio, classica partita da 0 a 0. Una grande squadra che non sta bene, esce da parma con uno 0 a 0. Senza quell’errore avremmo preso un punto, anche se per me conta comunque la prestazione negativa.

 

 

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