Strama, ma straparli?

Opinionisti all’arrembaggio

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Se c’è uno che ho amato nella mia esperienza di interista è stramalo Stramaccioni, è un po’ così, questa cosa romantica di un allenatore delle giovanili che viene promosso da Moratti in prima squadra e poi va a vincere allo Juventus stadium schierando pure il tridente Cassano-Milito-Palacio, che roba fantastica che fu, ci siamo divertiti, diciamolo, poi è andata come è andata, però era divertente ed entusiasmante, all’inizio. Ora il nostro, dopo tante esperienze in paesi petroliferi e non proprio democratici, ma che i perfidi dicono che lo accolsero grazie ai rapporti lavorativi con lo stesso Moratti, a questo io non credo, adesso fa l’opinionista su Dazn. Beh, non sto dicendo che mi aspettavo che si presentasse in studio con la sciarpetta dell’Inter, però insomma, non ricordo da parte sua un intervento in difesa dei colori nerazzurri, un suo elogio convinto e deciso a Chivu, ma forse mi sarà sfuggito, anzi sicuramente mi è sfuggito. Il nostro stramolo invece si prodiga negli studi della stupenda Diletta Leotta in elogi sperticati per l’allenatore della Juventus, Spalletti, al punto da sembrare il suo procuratore quando afferma a gran voce dopo la ignominiosa sconfitta col Como che il club torinese deve rinnovargli il contratto subito ed è tutta colpa dei giocatori se i bianconeri vanno malissimo, ma poi il nostro se ne esce anche che il gol del Parma contro il Milan era da annullare, un gol regolarissimo, a parte per il milanista dj Mimmo Marelli, tanto che affianco a lui un altro giornalista più raziocinante afferma al contrario che in Premier una rete del genere non la annullano mai, sommerso però dallo strabordante eloquio del nostro Strama e di un Brocchi in versione vice-strama. Ma che ti è successo, amico nostro, capisco se elogi la Roma e Gasperini, al cuor non si comanda, ma una parolina buona per l’Inter ogni tanto no? Dai, non voglio credere che siccome un allenatore proveniente dalle giovanili nerazzurre come te sta facendo faville e allora a te rosica un po’, a questo non credo, non voglio credere. Dai facci sognare ancora, Strama. Non dico la gratitudine, che nel calcio non esiste, ma un minimo di obbiettività, forza. Daje Strama.