La tifocronaca di Inter-Fiorentina 2-1

Di sabato pomeriggio squilla il telefono, una chiamata inattesa, è Amedeo, che sorpresa, chi ci legge da anni lo avrà riconosciuto, vecchio amico tifoso interista di Roma che già era venuto con noi anni fa a San Siro per un Inter-Lazio ed altre ancora, insieme rigorosamente alle sue nipotine, di cui mi mostra orgoglioso le foto trattenendo a stento una lacrima. Allora strappiamo in emergenza due biglietti al secondo anello rosso ed eccoci ritrovati. L’età per lui avanza, ma appare ancora in forma e sfoggia un paio di scarpe da ginnastica decisamente inusuali per un uomo della sua età. Dopo alcuni racconti sul suo ritorno a Roma, sulla sua vita da pensionato nella capitale, dove le giornate passano tra una lettura del giornale cartaceo e un pranzo all’osteria, le piccole famigliari, ma i ricordi come sempre tornano agli anni duri in Belgio come minatore, ma sopratutto su come sono cresciute le nipotine, lui mi dice che la vita è la vita e ci avviciniamo allo stadio, ma tappa obbligatoria ai baracchini, per me un panino alla cotoletta e una birra gigante, Amedeo invece mi spiega che sta seguendo una dieta ferrea a base di funghi e pecorino. Ad ogni modo il vecchio nerazzurro affronta le scale con grinta, anche se all’ultima rampa necessita di un mio aiuto, che accoglie con un po’ di burbero malumore. Ci accomodiamo comunque alle nostre poltroncine, praticamente all’ingresso in campo delle squadre, manco a dirlo oltre 74mila sugli spalti, poco più di mille da Firenze, ora tra l’altro il settore ospiti è stato rimpicciolito, è solo un terzo del terzo anello blu, i gruppi organizzati viola non ci sono, zero bandiere e striscioni, gli altri si sentiranno solo una volta intonando l’Aida dopo il gol di Jimenez. La curva nord comunque non fa mancare il solito sostegno, d’altra parte sulle bandiere compaiono le effigi di Sant’Ambrogio, la Madonnina e Peppino Prisco, più di così non si può. Davanti a me due bambini sfoggiano due orecchie a sventola tenerissime, accompagnati dai papà, ma la cosa incredibile è che nel nostro settore ci sono due padri col bambino in braccio, con moglie affianco, persino ne vedrò un altro all’uscita in questa misura, davvero un vedere diverso dalla narrazione mediatica mostrificante dei maschi italiani dipinti tutti come dediti al massacro e al genocidio (che abuso di questa parola ultimamente) delle donne, ma io credo a quello che vedo, tutta un’altra cosa la realtà, sperando comunque nell’ergastolo per gli omicidi.
Ma a questo punto passiamo alla ripresa, perchè se dobbiamo essere sinceri è successo poco nel primo tempo. Quindi speriamo di non dire nulla di diseducativo, ma quando Jimenez provoca e Thuram va lì a dirgliene quattro, allora quando la curva fa due cori all’ossigenato ex milanista di quelli di un tempo, sarà un caso, ma chissà perchè la partita si accende, perchè forse finora eravamo un po’ al park. Il gol della Fiorentina invece innesca un dibattito tra me e Amedeo, a lui Provedel non convince, io lo rassicuro, è un bravo ragazzo.
Il finale è tutto un non-programma, nel senso che sono sincero, al massimo mi aspettavo un pareggio, quindi vi potete immaginare la goduria, rimane il fatto che il primo tempo si è giocato a ritmi caramellosi, ma la ripresa è stata come la pelle della coscia di pollo, per il resto è un peccato non vedere più le bandiere dei templari al primo verde, ma il loro striscione resiste in un angolino.
Amala













