Inter, la squadra delle goleade

La macchina da gol

Proprio quando il Biscione ha raggiunto il traguardo dei 60 gol in 25 giornate di campionato, torna a scriverci il nostro lettore-collaboratore Cristiano Comelli per mettere in risalto la devastante prolificità della compagine guidata da Chivu, ovviamente sono tante anche le goleade in stagione, ma diamo la parola a Cristiano ed anche voi scrivete i vostri commenti a Francesco@calciointer.net


Con la manita mostrata al Sassuolo nell’ultimo incontro salgono a quattro. L’Inter sembra avere una particolare predilezione per le goleade e la prova con gli emiliani ne è stata un’ennesima dimostrazione. Un fatto che evidenzia non soltanto la prolificità e l’eterogeneità realizzativa del reparto offensivo con ben cinque giocatori diversi andati a bersaglio ovvero Bisseck, Thuram, Lautaro Martinez, Akanji e Luis Enrique ma anche l’affidabilità, per ciò stesso, dell’attacco a disposizione di Cristian Chivu che riesce a perforare le porte altrui ormai da quattrordici impegni ufficiali contando anche le prove di Champions League e Coppa Italia.
La cinquina sulla ruota di Sassuolo ha un’importanza che va al di là della quantità di reti realizzate perché fa capire quale sia, in questo momento, il valore aggiunto dei nerazzurri in grado di proiettarli in testa alla classifica e di far loro sperare di fare riapprodare il tricolore all’ombra della Madonnina. Del resto i numeri parlano chiaro: l’Inter è non soltanto prima in classifica per numero di punti, ma lo è di gran lunga, e con un distacco più consistente, per numero di reti segnate. Il fatto che, dopo le 57 messe a segno dalla gioiosa macchina da gol e punti del tecnico ex Parma, vengano le 41 della Juventus distante ben sedici tacche al riguardo e che Milan e Napoli non abbiano ancora raggiunto le 40 e la Roma neppure le 30 (da rimarcare comunque, nella pattuglia di testa, le 37 del sorprendente Como di Cesc Fabregas) testimonia a dovere che un attacco come quello del biscione non ha al momento e neppure da lontano eguali.


Quarta goleada stagionale, come detto. In precedenza, e già da inizio campionato, ad assaggiare la virulenza dell’attacco interista fu il Torino che se ne ritornò dal Meazza con uno 0-5 targato Bastoni, Thuram (doppietta), Lautaro Martinez e Bonny con quest’ultimo che diede subito il suo biglietto da visita appena sbarcato dal prato del Tardini a quello del Meazza o, per i nostalgici, San Siro. Dal 25 agosto si arrivò poi al quattro ottobre, sempre sul terreno di gioco amico, e l’Inter pensò bene di ricordarsi quanto piacevole fosse regalarsi una vittoria con grappoli di gol. Il dispiacere, in quell’occasione, fu tutto sulle spalle della matricola Cremonese che ritornò all’ombra del Torrazzo con un 4-1. Lautaro Martinez e Bonny si confermarono gli uomini della goleada facile, alle loro voci si aggiunsero quelle di Dimarco e Barella.

Venne l’anno 2026 e per l’Inter la musica non cambiò. La voglia di goleada non se ne era andata ritornando anzi più forte e avida di prima: questa volta, il 23 gennaio, fu un’altra nerazzurra a dover soccombere alla prorompenza realizzativa degli uomini di Chivu ovvero un’altra neopromossa, il Pisa che finì sotto per 2-6. Parole e musica, manco a dirlo, del duo Lautaro Martinez- Bonny cui si affiancarono Zielinski, Esposito, Dimarco e Mkhitaryan. E si arriva al passato recentissimo, cioè al pokerissimo sventolato in faccia al Sassuolo con i marcatori sopra citati.
Si tratta, per la squadra di Chivu, della prima goleada esterna stagionale. Se si scorre un po’ il calendario dei tempi che furono, si trova che una simile scorpacciata di reti i nerazzurri non se la regalavano dal 16 dicembre 2024, giorno di grazia in cui giocarono a tennis all’Olimpico contro la Lazio vincendo con un inappuntabile 6- 0. Le voci soliste furono quelle di Calhanoglu, Dimarco, Dumfries, dell’ex Monza Carlos Augusto e di Thuram. Se poi si vuole proprio

mirare il tondo e trovare un precedente di un 5-0 esterno preciso preciso, basta riportarsi al 23 novembre dello stesso anno quando le cinque dita servirono giuste giuste ai supporters nerazzurri come pallottoliere per contare le reti segnate al Bentegodi contro l’Hellas Verona.
Nel computo delle goleade dei giorni nostri ci andrebbe in realtà anche il 5-1 con cui l’Inter ridusse in cenere i sogni di gloria del Venezia in Coppa Italia con due punture di Thuram e una a testa di Diouf, Pio Esposito e Bonny.
La fine della disamina consegna una cauta realtà: con un attacco di tal fatta e con più voci soliste, l’Inter può davvero prendere pennelli e colori e cominciare a pensare di dipingere, con cautela, il suo immediato futuro del biancorossoverde dello scudetto. Certo, il calcio non è scienza esatta e quel brivido, talora non richiesto, dell’imprevedibile te lo può sempre cucire addosso. Ma il reparto offensivo e la sua prolificità dicono che qualche inizio di sogno di gloria ce lo si può pure regalare.
Cristiano Comelli