Analizziamo la crisi dell’Under 23

La squadra di Stefano Vecchi è in difficoltà

Cristiano Comelli ci manda anche questa settimana una analisi dettagliata della nostra Under 23, la quale, dobbiamo dirlo, non sta vivendo un gran momento, come evincerete dall’articolo, ma diamo la parola al nostro esperto

MILANO – Otto partite di fila senza un’ombra di vittoria. E punti buttati al vento per sperare di tenere il passo delle squadre di testa. Se è vero che l’Inter Under 23 continua a frequentare il condominio playoff con il suo ottavo posto con 42 punti, lo è altrettanto che non riesce a riempire da gran tempo la casellina delle poste piene. E, per di più, sta sciupando la possibilità di misurarsela con le dirette concorrenti. E’ evidente che la squadra di Stefano Vecchi abbia necessità di una sterzata che la porti a spiccare il volo verso una posizione di classifica più consona alle attese che su di lei si riponevano. Stagione di assestamento, dal momento che questa è stata quella del battesimo ufficiale? Si eppure no. Si, perchè ogni debutto esige una sua fase di rodaggio. E no, perchè la presenza di talenti certificati e di elementi di esperienza come La Gumina è di quelle che possono far rendere la squadra meglio di quanto abbia sinora reso.

Prendere a riferimento l’attacco dello stellare Vicenza, che in questa stagione è capitolato soltanto due volte e ha infilato per 51 volte le porte avversarie, può essere ingeneroso e anche fuori luogo, visto il modo in cui gli iberici stanno stracciando la concorrenza. Uno sguardo ai reparti offensivi delle prime dieci della classe, però, lo si può dare, e dice che l’attacco nerazzurro è superiore soltanto a quelli di Novara, Lumezzane e Alcione, autrici di meno dei suoi 34 gol. Per il resto le altre hanno fatto meglio, 45 ne ha il Trento, 43 l’Union Brescia, 40 il Renate, 36 il Cittadella, 35 il Lecco.

A guardare poi le sette partite dalle quali la posta piena non si è più materializzata, la pattuglia di Vecchi ha segnato soltanto cinque reti con una media di meno di una a partita non segnandone proprio in tre casi. La stanchezza stagionale, certamente, è in agguato ma c’è anche per le altre e quindi sarebbe forzato elevarla a fattore giustificativo di un rendimento così deficitario.

C’è di che riflettere, poi, a vedere da chi siano stati segnati i cinque gol delle ultime sette gare considerate. Solo uno di essi porta la firma di un attaccante puro come La Gumina, gli altri quattro sono stati siglati da difensori (Amerighi e Alexiou) e centrocampisti (Berenbruch e Kamate). Se pur la prolificità realizzativa da qualunque reparto venga sia da accogliere favorevolmente, alla squadra di Vecchi sta quindi mancando l’apporto sostanzioso e continuativo di un attaccante che la spinga dentro in modo seriale. E quest’aspetto, se non affrontato e migliorato, potrebbe costare alla squadra i playoff con un rammarico annesso lungo quanto un’autostrada. Urgerà inversione di tendenza, risultato e marcature.

Lunedì 16 la squadra di Vecchi sarà al cospetto dello stellare Vicenza, primo in classifica e a un soffio dalla promozione in serie B. La sfida si annuncia ardua. Ma i nerazzurri devono pur ricominciare a dare un segnale a loro stessi, alla tifoseria e alla classifica. Perchè, diversamente, la zona playoff rischia di scivolare malamente tra le dita.

Cristiano Comelli