Mircea Lucescu, il calcio come cultura e i suoi allievi all’Inter

In ricordo di Lucescu

Mircea Lucescu si è spento a 80 anni. E’ stato il terzo allenatore più titolato di sempre, ma non verrà certo ricordato solo per esser stato uno dei più vincenti di sempre, ma per aver pensato che la cultura fosse il miglior veicolo per giocare a calcio. Spingeva i suoi calciatori a leggere, studiare, guardare il mondo dell’arte, imparare le lingue, lui ne conosceva e padroneggiava sette. Durante le trasferte non chiudeva i giocatori in ritiro, ma li portava nei musei, a conoscere le città che li ospitava. Tra i suoi allievi ci sono Cristian Chivu e Mikhitaryan, che lo hanno ricordato con parole commosse, l’armeno che fu lanciato da lui allo Shakhtar Donetsk ha dichiarato sul suo profilo social: “Mister, sei stato uno dei miei primissimi allenatori, colui che mi ha dato l’opportunità di crescere e iniziare la mia carriera internazionale. Ti sarò sempre grato per avermi dato la possibilità di vivere ciò che sognavo fin da ragazzo. Grazie per la guida, la fiducia e per aver contribuito a plasmare il giocatore e la persona che sono oggi“. Il calcio ha perso un vero signore e un vero visionario del gioco. Riposa in pace, Mister. Avrai sempre un posto molto speciale nel mio cuore. Il mio cuore piange“. Ma lo stesso Mircea ha allenato l’Inter a cavallo tra il 1998 e il 1999, solo per tre mesi purtroppo, ma non fu esonerato, si dimise lui, forse tradito da una parte dello spogliatoio, che non accolse le sue idee complessive. Il suo calcio era basato sulla tecnica e sulla proposta, ma non in maniera dogmatica, la sua arte era lanciare i giovani, il nostro auspicio è che Cristian Chivu raccolga la sua eredità.

Rip Mircea

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