Perchè è bello avere Chivu allenatore

I meriti del mister, il piagnoculìo dei colleghi

Vi dico la verità, mi piace molto avere Chivu come allenatore dell’Inter, non solo per i risultati e per il gioco che fa, che comunque tanto fanno e sono sopratutto fondamentali, ma anche per un altro ordine di motivi. Abbiamo avuto Mazzarri, che piangeva sempre e piangeva pure perchè pioveva, abbiamo avuto Spalletti, che sembrava Dio sceso in terra per come si poneva con gli interlocutori, abbiamo avuto Conte, che ci ha tolto l’inno Amala e si lamentava sempre perchè il Club non gli comprava questo o quell’altro. Chivu invece non piange mai, non si pone dall’alto verso il basso ma è umile, non si lamenta mai del parco giocatori che ha e con la società, ma questo è solo l’inizio. Perchè a Chivu non appartiene proprio la cultura del piagnisteo, che è tipica dei Mazzarri, degli Spalletti, dei Conte. Questi tre allenatori invece sono proprio l’emblema del piagnisteo, anche arrogante nel caso di Spalletti e Conte. Questi due sembrano dei bambini ricchi e viziati che portano il pallone al campetto e se non vincono se ne vanno con il pallone piangendo. Spalletti ieri sera ha perso a Cagliari e si è lamentato che i sardi perdevano tempo nel finale, ma come fai a lamentarti di una cosa del genere contro una squadra che lotta per non retrocedere, tra l’altro ho visto la partita e non è nemmeno vero. La vittoria del Cagliari è stata limpida come il loro mare. Conte quando parla sembra sempre che sta per scoppiare in lacrime, sembra una femminuccia con la voce rotta dal pianto. Si lamenta degli arbitri, si lamenta degli infortuni, si lamenta del calendario, attacca i colleghi, piange sempre e ora lo fa pure per interposta persona, mandando il suo vice a parlare coi giornalisti nascondendosi come un coniglio. Chivu invece non si lamenta mai, non protesta mai con gli arbitri, non parla mai male dei suoi colleghi e dei suoi giocatori, mentre Spalletti parla sempre male dei suoi giocatori. Poi se parliamo di campo Chivu fa veramente un bel gioco, l’Inter gioca benissimo, invece Conte fa un gioco sparagnino, quando vince lo fa di furbizia, come Spalletti, che fa un gioco noioso, fatto di mille passaggini mediocri e possesso palla sterile. Se poi parliamo di storia Spalletti, a parte lo scudetto col Napoli non ha vinto mai nulla nonostante abbia allenato squadre con Totti, De Rossi, Luca Toni, Icardi, Perisic, in più di 20 anni di carriera, in nazionale poi è stato un fallimento totale e questo è passato in carrozza, da par suo Conte qualcosa ha vinto, ma solo a livello nazionale, in Europa è sempre stato un disastro. Quello che non capisco però e perciò è l’azzerbinamento sui media verso questi due allenatori, sembra che i giornalisti stanno parlando di Guardiola, Ancellotti, Mourinho, ma anche Allegri ha vinto più di loro senza che nessuno di questi venga così incensato.

Ma torniamo a Chivu, dicevano che non aveva la garra, bontà loro, ma lo avete visto in panchina? E’ scatenato, grintoso, solo che in conferenza stampa è un asceta, e questo toglie il giocattolino ai media, ma lo toglie anche al mondo social fancazzista e rabbioso, ma se avesse un ego abnorme come alcuni suoi predecessori si sarebbe buttato pure lui nel giochino mediatico esaltando così i talebani, ma lui è made in Inter, non pensa a sè stesso ma al club, non fa il piazzista capopopolo per incrementare i likes. Il suo atteggiamento sta altresì portando benefici alla serenità della squadra, sta portando risultati sul campo, che non sarebbero arrivati così copiosi se ci si fosse impelagati nelle diatribe coi volponi e provocatori di turno, quei due di là di sopra, nelle conferenze stampa, nel solleticare la tribù dei “bisogna farsi sentire, bisogna protestare!” Sta seminando e non ottenendo facili consensi e risultati fallaci per poi lasciare terra bruciata dietro di sè. Ma amare una squadra, essere tifosi di calcio, non vuol dire scimmiottare i tifosi della politica, i militanti sempre arrabbiati, perchè il calcio è sport e non veicolo del malcontento, della frustrazione sociale.

Torniamo allora al campo, a Udine si è vista una squadra che nella prima mezz’ora ha fatto un gioco sontuoso, siamo belli da vedere in avanti anche se segniamo meno di quello che produciamo, ma dietro abbiamo una difesa altissima fino al 90′, che sta crescendo dopo qualche sbavatura nella prima parte di stagione, anche Sommer sta recuperando la forma. In campionato abbiamo vinto sedici partite su 21, una cifra altissima, i giudizi sono stati spesso condizionati dall’aver vinto pochi scontri diretti, però abbiamo vinto a Roma e Bergamo, diciamo quindi più precisamente che non abbiamo ancora vinto con le rivali storiche, Milan, Juve e Napoli, ma anche qui non si dovrebbe farsi condizionare così tanto da questo dato. Io credo che pure in questo caso Chivu potrà fare maturare la tifoseria interista, così come nelle cose dette sopra, portandola ad un livello superiore, in sinergia con la società. Stiamo anche assistendo ad una diatriba anche un po’ ridicola tra giochisti e risultatisti, beh Chivu finora fa tutte e due le cose.

In buona sostanza Chivu ci ha dato serenità, bel gioco, risultati anche, che quello contano poi, anche se siamo solo all’inizio e non festeggiamo ancora, però credo che nessuno si aspettava l’Inter prima in classifica ad inizio stagione, anzi, ha invece preso un ambiente depresso e lo ha risollevato, non si è mai abbattuto nei momenti di difficoltà ne’ ha mai cercato di sviare l’attenzione o cercare alibi in quei momenti, insomma, è l’antipiangina per eccellenza, poi fatemelo dire come ignora i suoi colleghi lagrimosi è una goduria completa.

Colori nella notte

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