Quella narrativa fuori dalla realtà

Le parole di Chivu

Il nostro mite ma deciso Cristian ieri ha parlato di una narrativa fuori dalla realtà intorno all’Inter. In effetti è proprio così. Abbiamo visto che se l’Inter vince in campionato lo si dà per scontato, come se dietro ci fossero stati chissà quali investimenti economici in sede di mercato, se perde in Champions dicono che si è fatta buttare fuori dai dei dilettanti e parlano di flop, secondo loro. Contenti loro. Il team black&blue ha vinto 14 delle ultime 15 partite in serie A, ha segnato 64 gol in 27 giornate, ma c’è chi parla di campionato falsato, ah l’invidia. Comunque è così e sarà sempre così, chi odia l’Inter non ne riconoscerà mai i meriti. Inutile aspettarselo, godiamoci tra di noi i nostri successi e lasciamoli nel loro brodo inacidito. Giusto però anche riportare un po’ le cose come stanno.

A proposito di narrative fuori dalla realtà e solo pro domo sua, Allegri è tutta la stagione che ripete che loro non hanno mai puntato allo scudetto, che l’obiettivo del Milan è la qualificazione in Champions, da par sua lo trovo legittimo e comprensibile, fa il suo gioco e la sua strategia comunicativa, bravissimo, ma la cosa comica è che i media gli vanno dietro e prendono per buono quello che dice. Infatti se il Milan arriverà secondo o terzo diranno che è stata una grande annata, quando erano senza il peso delle coppe, con una rosa di alto livello, con tutti i soldi spesi. Ma davvero? Lo stesso sulla Juve, se Spalletti arriverà quarto diranno che ha fatto un miracolo. Quindi da una parte un po’ c’è l’antiinterismo di gran parte dei giornalisti, un po’ però contano anche le amicizie personali, le pubbliche e private relazioni mediatiche e politiche che ogni allenatore riesce ad ottenere. Chivu è chiaro che è un orso che se ne sta per conto suo, di certo non sta a chiamare al telefono questo o quel giornalista, non ha amici politici, comunque non attacca nessuno ed è gentile con tutti, quindi si è reso inattaccabile in un certo altro qual senso, anche se non sostenibile dall’altro punto di vista, sopra raccontato. Per lui comunque parlano i risultati, e questo ci piace, non vogliamo un allenatore raccomandato e amico di tutti, ci piace così in realtà, quindi va bene così, poi ci odiano, fatti loro. Bene però allo stesso tempo anche ricordare i fatti, come che questa estate il trend mediatico era raccontare che l’Inter era una squadra di giocatori finiti, che Chivu era un novellino “senza garra”, che il calciomercato era stato un disastro perchè non era arrivato Lookman, che nel frattempo sarebbe stato un campionato ultraequilibrato con tante concorrenti, ma l’Inter non era data per niente favorita, anzi, chi ha memoria lo sa, ora se l’Inter è prima diventa il minimo che poteva fare.

Le narrazioni quindi cambiano a seconda della convenienza. Per esempio se lo scudetto lo vincono il Napoli, il Milan o la Juve è un supertrionfo in un grande campionato, ma se lo vince l’Inter la serie A diventa un torneuccio che non conta nulla perchè le italiane non vincono la Champions, cosa che non fanno dal 2010 però. Così è se vi pare anche con la nazionale, per un secolo quando la nazionale non vinceva era sempre colpa dell’allenatore, ora che ci sono tanti interisti in azzurro è diventata colpa dei giocatori se non si vince. Inoltre quando l’Inter aveva pochi giocatori italiani in rosa la si accusava di non essere italiana, ora che è l’unica ad avere tanti italiani in rosa fanno finta di nulla e non dicono che le altre non sono italiane o appunto la accusano di far perdere la nazionale.

E’ tutto lì.