All’Inter la coppa del bel gioco, agli altri…
Una serata magnifica è stata ieri quella romana, il venticello era stuzzicarello, le curve hanno prodotto due coreografie magnifiche, i nostri ragazzi erano freschi e tutto è andato come doveva andare, ha vinto la squadra più forte cioè. La beneamata ha indossato il tricolore anche in circolare, non solo in orizzontale, quello della Coppa Italia, che è rotondo infatti. Nessuno al suo primo anno sulla panchina dell’Inter aveva fatto tanto bene. Come un certo Cristian Chivu

La povera Lazio, c’è da dire, era proprio messa male, disunita, non era una squadra e non ha giocato da tale, nessuno si aiutava con l’altro, allora il nostro mister ha individuato l’anello debole, sul fronte sinistro Nuno Tavares, già visto uno così col Parma, quando l’allora Ndaye fu puntato. Anche questo è leggere il momento chivuiano. E’ un’Inter che ruota le posizioni non dando punti di riferimento agli avversari, già lo faceva con Inzaghi, ma la ruota di Inzaghi era sopratutto fatta dalla catena di destra e dalla catena di sinistra, con Chivinvuece, è il terzetto di centrocampo a ruotare, scambiando le posizioni ma anche ruotando l’allineamento della mediana da 1-2 a 2-1, si creano così situazioni in cui due si accoppiano e uno va fare il trequartista, prodromo di un possibile 3-4-1-2, ma anche gli attaccanti spesso si mettono non in orizzontale, ma uno alle spalle dell’altro.
Fatte queste noiose digressioni tattiche, non ci resta che assegnare l’ambito premio rosicone della serata. Eccolo qui, In lizza ci sono Pedro, attaccante datato della Lazio, e Panucci, ex modesto giocatore del Milan che ieri su mediaset ha letteralmente sclerato, visibilmente alterato contro l’Inter. Ma andiamo con ordine, prima di passare alla votazione tra i due contendenti. Il primo è un ex Barcellona, ed ho già detto tutto, sono quelli storicamente che non sanno perdere, li conosciamo e li abbiamo più volte battuti in champions, da loro puntuali reazioni puerili, un po’ come il Como di Cesc Fabregas, che abbiamo eliminato in semifinale in quella che è stata forse una sorta di finale anticipata. Ma ebbene, ecco che il nostro scattante pedrito gonzalez nel finale di partita si esibisce in un intervento gratuito sulle gambe del nostro Dimarco e si prende i giusti rimbrotti, ma alla fine se la cava con un giallo, ma sopratutto con una bella e salutare pallonata in faccia cinque minuti dopo. Good job Gigi. Ma poi in gara c’è il Cristian dei poveri, lui al termine della partita veramente sbrocca, in diretta tv, inizia a gesticolare inveendo che l’Inter è troppo coccolata dai media, ma proprio questo doblete non gli va giù, due bocconi amari tutti insieme da ingoiare, si capisce, duro da digerire per lui. Ma chi vincerà il referendum del più rosicone? Sarà battaglia fino all’ultimo voto. Ma c’è anche un premio onorario da dare, il rosicone Honoris Causa infatti è indubbiamente Massimo Mauro, anche lui opinionista di coppa a mediaset, un po’ ingobbito, alla vigilia della partita aveva detto che se l’Inter non avesse vinto, Chivu avrebbe dovuto dimettersi. Chiaramente siamo di fronte a qualcosa di fuori concorso, un fuoriclasse della supercazzola fuori giri e del rosicamento ad Honorem. Premio alla carriera.
E’ finita così con l’Inter che vince tutto in Italia e a ben vedere e nonostante tutto fa meglio di tutte le italiane in Champions, sì noi infatti in Europa non usciamo ai gironi e non prendiamo nemmeno goleade dagli avversari ai sedicesimi.
E’ tutto lì.













