Under 23, è tempo di fare un bilancio

la stagione dell’Inter under 23 ai raggi X

Anche la stagione della nostra squadra Under 23, impegnata in serie C lega pro, è alle conclusioni, non poteva mancare allora una analisi da parte del nostro Cristiano Comelli su quello che è stato, magari poteva essere e forse un domani sarà, vediamo

MILANO –  L’anno del battesimo in una categoria, per una squadra, è sempre delicato. Si può cominciare ad assaggiare il cielo stellato, concludere in modo dignitoso o precipitare negli inferi.  Nel caso dell’Inter Under 23 di Stefano Vecchi, l’ultima ipotesi è subito scartata e lo dice prima di tutto la classifica. Valgono invece le altre due, e forse più la prima della seconda. Perché quel cielo stellato che, in Lega Pro, ha nome zona playoff, la compagine nerazzurra baby lo ha assaggiato davvero. Avanti i numeri che parlano di dodicesimo posto con 48 punti frutto di dodici vittorie, altrettanti pareggi e 14 sconfitte, 40 reti segnate e 41 subite. La società nerazzurra era partita innanzitutto con la voglia di esprimere una rappresentanza Under 23 che già altre due squadre. Juventus e Atalanta con l’aggiunta del Milan Futuro poi sceso in serie D avevano già espresso. E, da questo punto di vista, l’obiettivo è stato raggiunto.  Il girone d’andata, con i suoi ventisette punti, aveva fatto ben sperare nell’accesso al supplemento di campionato di Kamatè e compagni. La squadra di Vecchi aveva infatti ottenuto otto vittorie in diciannove gare con sei pareggi e cinque sconfitte. Nel girone di ritorno, invece, i punti sono scesi a ventidue con quattro stop nelle ultime cinque partite che, certamente, hanno esercitato un effetto zavorra evitabile con un po’ più di accortezza. 

E dunque, se sul piano del mantenimento della categoria l’obiettivo si può dire raggiunto, su quello della conquista dei playoff e di una costanza di rendimento sfortunatamente no. La squadra ha avuto il suo perno in elementi di esperienza come l’ex portiere del Lecco Melgrati che, con i manzoniani, la serie C l’ha conosciuta per filo e per segno e con un Antonino La Gumina frequentatore di palcoscenici calcistici di maggior livello, tra cui quelli di Palermo e Sampdoria. Accanto a loro, giovani di sicuro talento entrati anche nell’orbita della prima squadra come Kamatè, autore di un assist vincente nella sfida di Coppa Italia dell’Inter vinta per 2-1 contro il Torino, e Spinaccè. E allora, fatta quest’ultima, succinta carrellata di calciatori che hanno già visto l’Olimpo della prima squadra allenata da Cristian Chivu, ecco che il discorso può prendere un’altra piega. 

E lo può prendere perché, al di là della legittima aspettativa di un buon risultato di classifica che comunque, pur nei playoff mancati, vi è stato, occorre prendere in considerazione l’aspetto di fondo alla base di un allestimento di un’Under 23: formare giovani talenti da fornire all’universo della sfera di cuoio più scintillante. Kamatè e Spinaccè sono due esempi fulgidi, ma occorrerebbe ricordarne anche altri come Luka Topalovic, a segno con quattro reti. In un universo calcistico tricolore che, in generale, sta portandosi tante croci in testa alle quali vi è la mancata qualificazione ai mondiali american-messicani-canadesi, è, come suol dirsi, tanta roba. L’Inter Under 23 si pone allora come paradigmatica di una crescita di giovani leve in grado, se fatte opportunamente crescere, di scalfire almeno in parte l’elefantiaca presenza straniera colorando il calcio di un universo identitario azzurro del quale, appunto, come mostrato dalla figuraccia dell’Italia nelle mancate qualifcazioni ai mondiali, vi è bisogno come l’aria per respirare. 

I playoff non sono arrivati? E sia, ma non è il dramma dei drammi, e comunque il bicchiere deve sempre essere guardato nella sua parte piena. Riavvolgendo il discorso, capacità di tenere i piedi saldamente in categoria e valorizzazione di giovani di belle speranze al servizio della prima squadra. Oggi da comparse, domani, magari, da protagonisti. Senza esasperazioni ma dando  loro la possibilità di fare lievitare ulteriormente il potenziale di talento e determinazione che si portano addosso come una seconda pelle. E senza dimenticare  che la funzione di una squadra Under è soprattutto quella di “allevare”, di far crescere. E, in questo, l’Inter Under 23 la sua battaglia l’ha almeno per il momento vinta. Le ingenuità dell’esperienza? Si curano. I playoff? Belli e desiderabili, ma la crescita di una squadra, e dei suoi piccoli grandi gioielli, vale di più.

Cristiano Comelli