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Mazzarri, il genio incompreso

napoleoniDifficile, davvero difficile commentare l’ultima intervista di Mazzarri al Sole24ore. Scartata l’idea di ironizzare sulle sue parole, ormai è come sparare sulla Croce Rossa, rimane impossibile anche rimanere seri quando alla domanda “Le rimproverano di non dare spazio ai giovani di talento”, l’artista risponde “Un’assurdità. Se comincio a fare i nomi dei giovani che ho valorizzato facciamo tardi: è un’infinità. Questa è una novella incredibile, kafkiana. La verità è completamente diversa. Ma chi le tira fuori queste cose? Chi non sa dove colpirti, chi si attacca a tutti gli appigli possibili. Potrei fare una lista lunghissima di giocatori che con me hanno giocato tanto e sono migliorati. Due nomi su tutti, Mesto e Modesto alla Reggina”. Mesto e Modesto, avete sentito bene, quando uno si prende in giro da solo non c’è nemmeno più gusto. Ma di questa intervista, ancora una volta, stupisce lo scodinzolamento dell’intervistatore, ai livelli di Fede con Berlusconi o Travaglio con Grillo quando gli fornisce l’assist con un “Sono in tanti ormai a sostenere che tra lei e Mourinho le similitudini siano tante”. Coppa di Reggio Calabria non si scompone e dichiara che “”Non devo dirlo io. Riconosco però che alcune affinità ci sono. Soprattutto nella difesa del gruppo, nel proteggerlo da quanto viene detto fuori dello spogliatoio. Nel fare da parafulmine nei momenti più difficili”. Certo, chiedere a Icardi, Kovacic, Guarin quanta protezione hanno avuto in questi mesi. napoleonAd ogni modo avevamo già notato nei giorni scorsi che c’è una campagna di stampa di giornalisti amici per convincere Thohir a dare pieni poteri a Mazzarri anche in sede di calciomercato, in stile novello Ferguson. Puntuale l’imbeccata arriva, “A proposito di Red Devils. Per 25 anni, Alex Ferguson ha fatto a Manchester il bello e il cattivo tempo. Aveva l’ultima parola su tutto, fuori e dentro il campo. Anche in tema di calciomercato. Sarebbe felice se le riconoscessero prima o poi una libertà simile?” Il mago si è già preparato la risposta, “Certo, sarebbe il massimo per uno che lavora come me. Ma cose come queste non si possono chiedere, devono arrivare. Ciò detto, in Italia non c’è questo tipo di mentalità. Le dico la verità, se arrivasse una proposta simile io mi sentirei tranquillo. Con l’esperienza che ho accumulato nel corso degli anni, credo sarei in grado di farlo senza grandi problemi”. A questo punto l’intervista è pronta per il botto finale: “Senta Mazzarri, ma lei le idee per vincere la Champions League le avrebbe?” Qui il genio si esibisce in una doppia capriola dove come di consueto riesce a mettere le mani avanti scaricando le responsabilità sugli altri e contemporaneamente lodarsi, “Dipende dalla qualità della rosa che mi viene affidata, ma penso proprio di sì. Un allenatore può incidere tantissimo, ma non può fare miracoli. Detto questo, io penso che non mi manchi nulla per vincere”. Chiudiamo con la consueta punta di amarezza del genio incompreso: “Non mi hanno amato invece le persone che ritenevano rappresentassi un’insidia e che sono addirittura arrivate a trovare in me tutti i difetti possibili”. Chiamate uno psichiatra, uno bravo.

 

 

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