Mondo Inter

L’interismo orwelliano

La copertina di 1984

Un copione già visto. Un qualcosa di già previsto. Dopo 12 giorni di lavoro consecutivi su Calciointer.net ieri mi stavo prendendo una giornata di riposo, ma sul mio I-phone leggo dell’articolo del Corriere su Spalletti.

Capisco subito come si metteranno le cose, le reazioni pavloviane sui social, le accuse di prostituzione intellettuale, ma mi godo la mia giornata di riposo, dormo, faccio una passeggiata e in serata accendo la Tv: vado su Topcalcio24 dove un buon Alfio Musmarra, interista Doc, conduce la trasmissione con in studio gli interisti Lapo De Carlo e Riccardo Fusato.

La notizia è che Spalletti non ha smentito nulla, ha confermato tutto quello che ha detto e allora “Kontrordine compagni”, non era una “crociata mediatica” contro l’Inter, un tentativo di destabilizzare l’ambiente da parte del giornale della Fiat, anzi no ora è di Cairo (“Agnelli fascista sei il primo della lista” scandivano gli autonomi nei cortei degli anni ’70, “Interista pessimista sei il primo della lista” hanno esposto sabato sera al primo verde un gruppo di tifosi), ora improvvisamente è tutto normale: “Spalletti in fondo ha detto quello che diceva già in conferenza stampa da mesi” (certo, però se nei mesi precedenti qualcuno provava a interpretare in quel modo le sue parole era tacciato di prostituzione intellettuale), in fondo va sempre tutto bene.

Interisti manifestano contro il pessimismo

E’ il bi-pensiero ben raccontato da George Orwell nel suo celebre romanzo 1984, con cui descrive come funziona la psicologia della gente nel totalitarismo sovietico: si tratta di sostenere una tesi e poi il contrario di essa come se nulla fosse a seconda della convenienza, il leader può dire tutto e il contrario di tutto, ma chi lo dice nel momento sbagliato è accusato di eresìa e bollato di intelligenza col nemico.

E infatti nella giornata di oggi accendo il computer dopo 24 ore e tutto si era svolto nella maniera prevista: prima tweet infuocati che accusano la stampa di dividere il fronte del bene Suning-Spalletti, poi quando lo stesso Spalletti certifica il suo dissenso, beh allora vuol dire che lo aveva sempre detto. E’ la realtà orwelliana degli influencers e dei militanti nerazzurri, autoproclamatisi depositari della verità interista e chi non la pensa come loro “è masochista”, “sragiona”. Lapo De Carlo in studio invece ammette il diritto di critica, ma afferma che “non è ammesso prendere in giro l’Inter”. L’Inter no, ma i militanti dell’interismo duro e puro, si può? Grazie a tutti.