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Kia Joorabchian si mangia l’Inter

kiaChi è Kia Joorabchian? E’ un procuratore di calcio, ex broker di borsa, che controlla gran parte del calciomercato in Brasile. Iraniano, cresciuto in Inghilterra, molto vicino ad Abramovich e fondatore di MSI, un fondo d’investimenti molto apprezzato da imprenditori russi e in odor di riciclaggio, con il quale il nostro Kia avvicina società di calcio indebitate (sopratutto in Brasile) prendendone di fatto il controllo. Cosa c’entra con l’Inter? Beh, Kia è un consulente di Suning, anzi, è il loro uomo, che gestisce il mercato della Jangsu – la squadra cinese di Suning – e da un paio di mesi anche quello dell’Inter. Come? Cercando di piazzare all’Inter giocatori e allenatori gestiti da lui. E’ lui che ha esautorato Ausilio e Mancini e sta gestendo (male) tutte le trattative di questa triste estate nerazzurra. Ora si spiegano alcune cose. Perchè l’Inter era disposta a spendere più di 40 milioni per Joao Mario? Perchè il suo agente è Kia Joorabchian! Perchè l’Inter è disposta a spendere più di 30 milioni per Gabigol? Perchè il suo agente è sempre lui, Kia! E De Boer? Anche lui assistito di questa arrembante faccia da schiaffi, vero artefice del siluramento di Mancini (il prossimo sarà Zanetti? L’ultimo interista rimasto in società). Povera Inter, in che mani sei finita. Ne sa qualcosa Filippo Mancini, che ai microfoni di FcInter1908 spiega, ““Papà ha sempre fatto il bene dell’Inter, ama questa squadra, altrimenti non sarebbe tornato. Ero abituato ad un calcio diverso, con presidenti diversi, che tenevano veramente alla propria società, senza secondi fini. Con l’arrivo di Thohir e, successivamente, dei cinesi le cose sono cambiate. Questa è gente più abituata a fare business che ad occuparsi di calcio ed ho il presentimento che non abbiano ben capito cosa sia l’Inter, una società che fino a poco tempo fa aveva un potere mondiale secondo a nessuno. Dietro a questa società c’è la mano di Kia e di altri consiglieri e questo non so quanto possa fare il bene dell’Inter. Papà c’è rimasto davvero male, non aveva un aggancio, una persona che gli dicesse realmente come stavano le cose. Al momento quella nerazzurra non è una società forte, che viva la squadra giorno e notte. Non è la priorità per loro, sembra abbiano in mano un giocattolo”

Fonti: EuroSport, FcInter1908