Domande senza risposta

Ecco a voi l’Inter dei record. Negativi. Raggiunto il record di sconfitte, distanti 33 punti dalla prima in classifica e con un andamento da retrocessione nel girone di ritorno. Della partita di ieri dirò poco, volendo soffermarmi sulla contestazione dei tifosi. L’Inter ha provato a giocarsela e rispetto alle due trasferte ha creato diverse occasioni da rete, lasciando l’impressione che la squadra abbia deciso di mollare in trasferta e di cercare di salvare la faccia in casa, rimanendo così fuori dall’Europa League. Una scelta probabilmente legata dalla consapevolezza di non essere in grado di allestire una squadra competitiva su tre fronti? Tornando alla partita ci si è messo anche Handanovic con un’uscita folle che ha aperto la strada al vantaggio della Lazio, Kovacic ha deliziato la platea con giocate che meriterebbero una squadra intorno, Stramaccioni dopo l’infortunio di Jonathan ha mandato Benassi a fare il terzino destro, pur di non mettere un primavera di ruolo. Il nostro piagnucoloni è riuscito a protestare per il rigore netto concesso alla Lazio, dove Ranocchia è stato graziato dal possibile rosso e con il quale la Lazio è tornata in vantaggio dopo il momentaneo pareggio di Alvarez. Nella ripresa ha chiuso i giochi Onazi, mentre con l’infortunio di Ranocchia Stramaccioni è stato costretto a mandare in campo Pasa, che ha dimostrato di potersela giocare, così come Garritano, che è riuscito ad essere pericoloso nei pochi minuti a disposizione.

Veniamo allora alla contestazione della curva. Premesso che il mondo delle curve non mi affascina, va però subito detto che è stata una contestazione civile e argomentata con ben 12 domande al presidente Moratti. Eh sì i tifosi ora vogliono risposte, perchè non li si può considerare solo una cornice folkloristica dedita all’applauso acritico e incondizionato. Questa contestazione è anzi tardiva, andava fatta già in gennaio-febbraio, per stimolare e spronare una squadra in cui molti suoi elementi sembrano non aver capito che maglia stanno indossando e non li aiuta certo a capire se passa il messaggio che i tifosi sono quelli che si limitano a fare atti di testimonianza di fede e a sventolare la loro bandierina, sia che si arrivi primi sia che si arrivi ottavi. Il tifoso dell’Inter invece vuole una squadra competitiva e il più possibile vincente, perchè l’Inter non è la Sampdoria.

Le domande, che riporto in fondo all’articolo, svariano dalla debolezza mediatica della società a questioni identitarie come la maglia rossa, che sanno di retroguardia, ma entrano anche nel dettaglio tecnico come quando si chiede conto del mancato svecchiamento della rosa e dell’allontanamento dei giovani. Sulla questione della debolezza mediatica e sulla richiesta della curva di un “uomo forte” che “ci metta la faccia” (espressione orribile e retorica) bisogna capire cosa s’intende. Se si tratta di perdere i tratti distintivi dello stile Inter e trovare uno che la butti in caciara come gli altri, vada dietro ad ogni polemica e provocazione o peggio ancora metta in piedi uno stile da controinformazione ossessiva e schematica, sarei in totale disaccordo. Meglio uno invece che sappia rappresentare l’Inter, innanzitutto nel rapporto diretto coi tifosi nerazzurri, e all’occorrenza sappia colpire in maniera mirata gli avversari. Per fare un esempio, andare dietro alla polemichetta quotidiana serve solo ad alimentare il teatrino e ad alzare gli indici di ascolto di chi si dice di voler combattere, discorso diverso invece quando si tratta di difendere l’immagine di un uomo come Facchetti offesa, lì bisogna scendere in campo.

Tra le domande mancano secondo me due aspetti: Due anni fa ci fu detto che a causa del fair play finanziaro e di un rosso nel bilancio bisognava tagliare il monte stipendi. Perchè dopo averlo fatto con conseguente impoverimento tecnico della rosa, il rosso nel bilancio è rimasto uguale? E perchè ci sono due giocatori, Milito e Cambiasso, che ancora guadagnano rispettivamente 4,5 milioni e 4 milioni?

Il secondo aspetto è politico: Cos’ha fatto l’Inter per evitare il ritorno in sella di Galliani in Lega?

Tutte queste domande non hanno ancora avuto risposta.

 

 

Le domande della Curva –

 1) Secondo lei perché tutto lo stadio ha applaudito i recenti striscioni della Curva riguardanti la società?
2) Perché sono stati messi in discussione gli stessi medici con cui abbiamo vinto il Triplete?
3) Perché il progetto di svecchiare la squadra comporta la vendita dei giovani già presenti in rosa o provenienti dalla nostra Primavera?
4) Che senso ha svendere sempre i nostri giocatori?
5) 2010-2013. Dal tetto del mondo si è crollati alla situazione attuale. A fronte dell’esempio di altri club europei crede che la causa sia tutta da attribuire ai giocatori e allenatori di questo periodo?
6) Come mai la società è sempre passiva di fronte a ogni attacco mediatico?
7) All’Inter c’è sempre un colpevole da mettere in piazza e una fuga di notizie mai vista in altri club. Non sarebbe opportuno avere nella dirigenza un “uomo forte” capace di trasmettere il senso di appartenenza, gestire tutte le situazioni societarie e “mettere” la faccia” a difesa della società?
 Perché non è mai stato spiegato il reale motivo dell’allontanamento di Oriali dalla Dirigenza?
9) Perché si dice che la società Inter sia come una grande famiglia quando la realtà è l’esatto opposto? Non si è accorto che tutti pensano a se stessi e alla propria poltrona?
10) Come si fa a permettere che la seconda maglia dell’Internazionale sia rossa se si è interisti?
11) Si diceva che il suo sogno era la Champions come suo padre… ora si dice che l’altro suo desiderio sia lo stadio nuovo… Va bene, ma l’Inter?

12) Perché chi va via dall’Inter parla sempre bene di Lei… ma male dell’Inter?

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2 thoughts on “Domande senza risposta

  1. Domande giuste che ci chiediamo da tanto tempo ormai. Controbattere, quando è opportuno e necessario, non significa metterla in cagnara:
    come dici tu Francesco, l’importante è lo stile.

    Da un paio d’anni ho fatto presente in più sedi l’importanza di una difesa adeguata alle insinuazioni che si andavano profilando negli ambienti della comunicazione. Una strategia di attacco ben studiato portato a demolire la forza e l’immagine dell’Inter. La strategia del “cosi’ fan tutti”, “Facchetti telefonava” e tutto quello che ne è conseguito, non avendo da parte della società una risposta efficace, ha prodotto danni immensi. Non possiamo giustificare con il fatto che ieri il rigore causato da Ranocchia fosse sacrosanto o perchè nelle ultime due partite improvvisamente ci hanno dato 2 rigori, sia sufficiente a legittimare una classe arbitrale che per tutto l’anno, nove su dieci, ci ha visti soccombere. O no? Altra cosa sono le colpe della società che andiamo ripetendo da tempo, le cui domande poste sintetizzano bene! Il fatto che la società abbia commesso degli errori non deve permettere a nessuno di oltraggiare l’Inter: soprattutto quando si tratta di istituzioni di riferimento: federazione, arbitri, comunicazione…Il rispetto deve essere alla base di ogni convivenza civile o sportiva che sia.

    Oggi, in tanti tifosi,
    in riferimento a calciopoli, c’è quasi il timore a parlarne: come se si fosse insinuato il dubbio che anche l’Inter ne fosse partecipe. Frutto del tam-tam mediatico che si è scatenato in tutte le radio e tv locali con l’aggiunta dei quotidiani. E’ incredibile ma è cosi’! Si è innescato un comportamento verso l’Inter, da parte dei responsabili dei vari organismi istituzionali, arbitri compreso, come se l’Inter meritasse dei sanzionamenti!

    Quando 2 anni fa predicavo una risposta efficace da parte della società, mi si rispondeva con un sorriso o con una sottovalutazione del problema.

    La gramigna se non la estirpi ti invade tutto il campo. Ovviamente sempre con stile!

    Non bisogna limitarsi a cio’ che avviene nell’ambito di una sola parte di Milano, ma bisogna osservare cosa bolle in pentola in ogni antro d’Italia. L’Inter è come un malato nella tempesta: invece di guarire è soggetto a morire! Moratti con gli impegni con la Saras non puo’ seguire tutto: deve delegare a persone di alto livello indirizzate su più fronti.

    Comunque, si capisce che la crisi di soldi
    non puo’ nemmeno permettere di imbastire una ristrutturazione socetaria. Percui occorre tanto cranio senza velleitarismi futuri facendo una ottima politica imperniata sui giovani, cercando di non buttare “il bambino con l’acqua sporca”. Dopo la vittoria in champion, si sono scatenati interessi individuali e lacerazioni interne (vedi l’allontanamento di Oriali) che hanno indebolito sempre più squadra e società. Anche nell’ambito dei calciatori è stato evidente che non tutto sia filato liscio. E’ mancata, da parte dei senatori, una vera personalità capace di essere un vero capitano di battaglia e di riferimento. La sensazione è che abbiano pensato più a tutelare sè stessi che la squadra. Sulla partita di ieri l’unico giudizio che esprimo è che ognuno ha dato quello che puo’ dare.

  2. Nestore il problema è che da parte di Moratti, Stramaccioni e l’irreperibile Branca non c’è mai stata una seria autocritica per i risultati di questi due anni, così che infortuni e ingiustizie arbitrali sono diventati per loro un buon alibi, che io non voglio dargli. Aggiungo che se stai vincendo in casa 3-1 con l’atalanta, anche se l’arbitro s’inventa un rigore contro, se sei l’Inter il risultato lo devi portare a casa, altrimenti significa che ci sono giocatori non da Inter in campo.

    Concordo sui senatori, sono stati per me una grande delusione, bisogna voltare pagina.

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