Editoriali

C’è un equivoco, anzi due, anzi tre, anzi…

kovacic toroCi sono parecchi equivoci che sono emersi prepotentemente nelle ultime partite dell’Inter. Il primo è l’equivoco Podolski. Anzi, i tre equivoci Podolski.

Il primo è tra Podolski e il calcio italiano. Il tedesco sembra arrivato in Italia con l’idea di giocare e divertirsi, cosa che il malvagio Wenger non gli permetteva in quel di Londra. Ma le cose non stanno così, in Italia il calcio è complicato, non divertente, gli spazi sono stretti e le difese serrate. Bisogna impegnarsi. Il secondo equivoco è tra Podolski e la stampa, che lo ha presentato come un top-player in grado di risolvere tutti i problemi dell’Inter in quanto campione del mondo. Ma ci si è dimenticati di dire che nella Germania Podolski fa la riserva di Klose. Il terzo equivoco è sul ruolo dell’ex Arsenal. Non è un esterno offensivo, è una prima o seconda punta. Non crossa, non punta l’uomo e le cose migliori le fa vicino alla porta. Passiamo agli altri equivoci: anche Shaqiri non è un’ala, come lui stesso ha detto è un n.10, gli piace accentrarsi, non va sul fondo, anche lui non crossa, ma punta al tiro. E poi c’è l’equivoco Kovacic. Lui vorrebbe giocare più arretrato, ma da interno di centrocampo non garantisce copertura alla difesa, sopratutto in un centrocampo a due. Se gioca trequartista però non riesce a smarcarsi e da esterno offensivo sembra un pesce fuor d’acqua. A questo punto permangono grossi dubbi che anche con i nuovi innesti l’Inter possa giocare con un 4-2-3-1 o un 4-3-3. In questo momento il modulo migliore potrebbe essere il 4-3-1-2 con due tra Palacio, Icardi e Podolski in attacco, Shaqiri sulla trequarti e Kovacic in un centrocampo a tre.

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