Il momento dell’Inter
Siamo qui a commentare due sconfitte dove il pareggio stava stretto, analizziamo i problemi ma pensiamoci bene prima di mandare tutto a ramengo, tanti macroaspetti positivi e parecchi dettagli negativi, qualche individualità da rigenerare, tante cose, ma ora è il momento di combattere

Precisione, calcoli matematici e scientifici, dice l’ex calciatore Massaro in un noto spot in voga in questi giorni sulle nostre tv, ma interviene l’ex nerazzurro Galante, seeee alle volte ci vuole un gran c… Ecco, diciamo che Bisseck non ha messo questi puntini nelle sue dichiarazioni nel postpartita di Atletico-Inter, ma tutto ciò sembra calzare a pennello e lo ha detto pure lui. Ma lasciamo Massaro e Galante a divertirsi sui campi di golf, mentre noi siamo qui a soffrire e penare, ma no, che dico, seguire l’Inter è un piacere, sono anni che siamo ad alti livelli, anche se abbiamo a fine stagioni raccolto la metà o forse meno di quanto seminato. Ma non dimentichiamo che nella storia leggendaria dell’Inter stare così tanti anni consecutivi sempre ad alti livelli non è mai stato così scontato e nemmeno frequente e se anche quest’anno riusciamo a fare un lungo percorso in Champions, potremo dire che non era mai successo nel nostro ultracentenario percorso, sarebbe una cosa storica, ma non mettiamo il carro davanti ai buoi, ci mancherebbe. Ma torniamo a quel fattore C, che tanto ci piace, alle volte però la fortuna aiuta gli… audaci? O forse i maliziosi. Ecco a me sembra che manchi malizia, sento dire di cattiveria, grinta, poi ora c’è un abuso di parole come garra, cazzima e sti.. Io parlerei più di malizia, che è una cosa diversa, perchè attenzione quando sei nelle due aree, lì hai un nano secondo per fare la giocata, devi essere reattivo di cervello, più che di grinta e appunto avere quella malizia. Ci vuole freddezza nell’esecuzione in attacco e saper anche leggere in anticipo le traiettorie in difesa, anche quelle sporche. Poi sono d’accordo con chi ha già detto che forse un allenatore queste cose non le può insegnare ai giocatori, o ce l’hai o non ce l’hai, l’allenatore deve dare un gioco e un’identità e Chivu le sta dando, ma forse no, forse può anche insegnarti questi dettagli, ma anch’io ho questa impressione, devi avercelo innato, l’istinto, freddezza, malizia si diceva, ripeto, concentrazione sui dettagli. Ma vogliamo già fare il funerale a questa Inter? Dopo due partite dove il pareggio ci stava stretto? Prego, accomodatevi, ma io ho la fortuna di non essere sui social, ma già immagino.. Com’era quella parola, anche quella super abusata? Out. Per me sono out of mind quelli là, avanti con Chivu al contrario, anzi mi aspetto dichiarazioni pubbliche di sostegno da parte della dirigenza nei suoi confronti prima di Pisa, trasferta infuocata, anche perchè essere andati negli spogliatoi dopo la partita di ieri senza poi dire nulla darà adito a chi dice che Chivu è sulla graticola, almeno immagino lo stiano dicendo gli influencers degli influenzabili. Insomma tutta questa tiritera per dire che mi aspetto da parte dei giocatori di saper giocare anche le palle sporche in area, tutte e due le aree, non sempre si può fare il supergol raffinato, non sempre la puoi piazzare coll’esterno, il piattino, il pallonetto, non sempre pure nella tua area puoi dimenticarti di andare sull’uomo. Poi arridatece il Sommer dell’anno scorso, il problema è che se lo panchini adesso lo ammazzi e non sai se Joseph Martinez è pronto, mica facile eh. Ma lo dico adesso, in questo momento, siamo la squadra più forte d’Italia e in Champions possiamo dire la nostra, rialziamoci dunque e al dunque e questo è il dunque. Un ultimo remind, l’assenza di Mikhitaryan è pesantissima, impossibile non accorgersene, era quello che dava equilibrio al centrocampo, ed anche un Darmian in questo momento non mi dispiacerebbe per niente sotto questo stesso profilo, anzi. Detto questo, cos’altro dirvi, ci sarebbero mille cose da dire dopo due sconfitte così, ma passiamo oltre.
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