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Un anno senza Mazzarri

mazzarri bottigliaUn anno fa di questi tempi l’Inter decideva di esonerare Mazzarri. Eh sì, un anno senza Mazzarri. E’ stata dura, non è stato facile, per noi. Ancora ricordiamo quando si presentò, umile e modesto, affermando che “la salvezza con la Reggina vale il triplete”. Da queste parole capimmo subito che ci trovavamo di fronte ad un genio, nonchè all’inventore del 3-5-1-1 che tutta l’Europa ha copiato. La grandezza dell’uomo si esaltava in conferenze stampa e interviste post-partita nel quale il vate di San Vincenzo si faceva amare dal pubblico nerazzurro, con dichiarazioni quali “sono arrivato all’Inter nel momento sbagliato”, fino al culmine del “abbiamo perso per colpa della pioggia” che scatenò di gioia il popolo nerazzurro. (Continua sotto)

Allenatore, ma anche scrittore e autore di best-sellers quali “il meglio deve ancora venire”, che furono accolti da calca e isteria nelle librerie milanesi come non si vedeva dai tempi dei Beatles, ma già visti quando l’Inter raggiunse lo storico traguardo del quinto posto, e ne aveva ben donde il nostro nello spiegare una sconfitta la settimana dopo, “eravamo distratti dalla festa per il quinto posto”. Celebre anche il rapporto con il presidente Moratti, al quale Mazzarri si rivolse con affetto e riconoscenza con un “non ho tempo di rispondere a questo o quell’altro”, che ne confermò statura e spessore morale, Mazzarri era amato dalla gente, rispettato dai nemici, solo una minoranza di critici invidiosi lo attaccava, ma lui non se ne curava, pago dell’affetto del popolo e consapevole dei successi e della sua carriera, vi ha mai raccontato di quando salvò la Reggina da 15 punti di penalizzazione? Ad ogni modo siamo qui anche per ricordare come il genio non sia stato compreso, l’Italia lo abbia abbandonato, Lui si è chiuso in un silenzio di meditazione, viaggia, studia le lingue, rifugge la mondanità, aspettando una chiamata alla sua altezza che presto – speriamo – arriverà. Grazie di tutto Ualter. Il tuo Fan club.

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