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Spalletti: “Gli anelli di San Siro sono le fedi degli sportivi, non dimenticare Anna Frank”

“Una società che sceglie di comunicare attraverso l’odio, non può soppravivere.” Decide di cominciare così la conferenza stampa Luciano Spalletti, ricordando Anna Frank. Una settimana fa l’episodio di antisemitismo a Roma, ma il tecnico toscano, che ha pubblicato un messaggio anche sul suo profilo ufficiale facebook, ha spiegato di aver voluto parlarne oggi, dopo il clamore mediatico, per tenere viva ancora l’attenzione sul tema.

“Gli anelli di San Siro sono come fedi a dichiarare un patto d’amore tra gli sportivi e la squadra”. Questo è invece il messaggio di Luciano Spalletti ai tifosi, pronti a cingere il rettangolo con l’affetto di 73mila cuori nerazzurri, sarà di fatto tutto esaurito, più di 100 pilmann da tutta Italia per la giornata dei soci Inter Club, solo il settore ospiti rimarrà con posti liberi (attesi 2000 tifosi granata).

“Anche quando la squadra è stata in difficoltà ho sempre visto delle reazioni da blocco di squadra”. Parla ora della squadra il tecnico nerazzurro, che spiega: “Quando giochi contro il Torino, oltre al carattere del suo allenatore, si ha la sensazione di giocare contro i muscoli della storia di questo club.”

E’ancora presto, però, per parlare di scudetto: “Non siamo ancora arrivati al passo di credere in qualche cosa di diverso (lo scudetto ndr), noi dobbiamo stare dentro le prime quattro, ma ci sono delle insidie, quattro posti sono pochi per la qualità delle squadre del nostro campionato, ma se lei mi rifarà la domanda quando saremo sicuri di essere dentro le prime quattro, allora ci si potrà pensare”.

“Il rinnovo di Eder vale per tre, perchè fa tre ruoli in maniera perfetta”. Spalletti saluta così il nuovo contratto del suo attaccante e pensa al Torino: “Le reazioni sulle fughe, sui movimenti di Belotti bisogna leggerle per tempo, ma non vuol dire stare più lunghi, con la difesa bisogna stare addosso al blocco squadra, ma poi ti attaccano alle spalle. E’ una squadra fisica, forte il Torino, ha tutta la rosa a disposizione, tutte insidie in più, poi però noi dobbiamo essere quella squadra lì, forte, che deve misurarsi con queste squadre qui, posizione scomoda vestire questi colori, devi provare a vincere fino al 98′”.

Si disquisisce anche di tattica generale: “Perchè il ritorno delle ali? Ora si spinge di più con i terzini, si occupa questa piazzola alta sull’esterno, perchè serve a sgranare la linea difensiva, per costringerli a scivolare, però con l’impostazione da dietro, poi si va a occupare anche la trequarti e si tiene una sola fascia”.

Messaggi d’amore per il direttore: “Ausilio è quello che ho conosciuto più di tutti, è sempre stato lo stesso, abbiamo un contatto diretto quasi quotidiano, ora siamo in confidenza”.

“Stessa formazione? Tutti hanno sviluppato l’allenamento che dovevano fare, ho l’imbarazzo della scelta, ho a pieno regime Brozo, Joao Mario, Cancelo non sente più dolore, Eder, Dalbert ha iniziato ad assorbire il lavoro, si potrebbe anche fare qualcosa di differente.” Ma guai ai paragoni: “Tutti questi accostamenti con Mourinho non stanno ne’ in cielo ne’ in terra, io sono una cosa differente per quello che ha vinto lui, vi ringrazio, ma io non sono di quel livello lì, l’Inter di Mou e Moratti era una bellissima scultura, noi al momento abbiamo solo comprato lo scalpellino. L’unico paragone con il triplete sono questi fantastici tifosi, i nostri special 73mila, per il resto è una società che lavora in maniera perfetta, sono fortunato. Gente come Vecino, Gagliardini, D’ambrosio, è gente tosta, uno come Miranda non c’è bisogno che parli molto, basta vedere come arriva nello spogliatoio, a che ora arriva, una persona perbene. Siamo in pochi? La società ha detto una cosa giusta, va fatto un mercato oculato e noi per il momento non vogliamo cambiare niente, ma se non ci fosse il mercato a gennaio noi si brinda, poi se in questo percorso si modificano le cose o capita un’occasione, ma non saremo in grado di fare un mercato da follìe.”