Editoriali

Sì al calcio moderno

La nostalgia è un sentimento umano, tutti siamo nostalgici del passato, ma la nostalgia può ingannare e può diventare una malattia che impedisce di vivere e godersi il presente. La società in cui viviamo è dominata dalla nostalgia e non fa eccezione il calcio. La maggior parte dei tifosi e degli appassionati ti dirà che una volta questo sport era migliore, al non ci sono più le mezze stagioni ti risponderanno con non ci sono più le bandiere. Il grande satana è il denaro e il business in cui la religione del pallone si è corrotta. Eppure il tempo non è così diverso e il cambiamento non è così malvagio. Quando si ritirò Franco Baresi si diceva già che non c’erano più le bandiere, poi arrivarono Zanetti, Maldini, Totti, Buffon e ora chissà… Marchisio, Icardi, Donnarumma, Gagliardini… Per un attimo distogliamo lo sguardo dal passato e proviamo ad immaginare il futuro del calcio. Abbiamo eliminato i gol fantasma che tante polemiche hanno generato e ora con la Var si potranno eliminare i gol in fuorigioco e i rigori dubbi. L’altro giorno si è giocato Francia-Spagna, in 20 secondi l’arbitro ha rettificato due decisioni su gol in fuorigioco senza proteste e senza perdite di tempo, il resto sono fobìe di gente accartocciata su sè stessa. Presto nascerà una grande lega europea, una superlega, con le migliori squadre italiane, inglesi, tedesche, spagnole e francesi, dove la Juve non potrà spadroneggiare ne’ ci sarà spazio per personaggi improbabili alla Lotito e Zamparini. Ma i campionati nazionali non spariranno, ma ridotti di numero potranno convivere. Una seria A a quattordici squadre, una lega europea a ventidue squadre divise in due gironi con i play off, per un totale di 46 partite più i play off, tutto in mondo visione, fattibile. Nasceranno anche in Italia nuovi stadi, più belli, più sicuri, senza baracchini gestiti dalla N’drangheta che ti vendono panini a dieci euro, ma con accoglienti Pub, ristoranti, negozi, hotel. Il tifo e la passione non verrà meno, ma non sarà più ostaggio di disadattati e frustrati dalla vita, il calcio sarà una vera passione e non lo sfogo di fondamentalisti religiosi, ultrà estremisti e psicopatici da tastiera. Che spettacolo il futuro, che noia il passato.