Editoriali

# Say no to discrimination of italian football players

say no to discriminationIn mancanza di acquisti nella giornata odierna Inter.it propone una lista di acquisti e cessioni nel settore giovanile. L’Inter ha acquistato una ventina di giocatori e ne ha ceduti una cinquantina. Quello del settore giovanile è un business sotterraneo di plusvalenze, nulla più, salvo poi mettersi il fiore all’occhiello della cantera nerazzurra. Negli ultimi trent’anni non c’è un giocatore cresciuto nelle giovanili che sia approdato in pianta stabile in prima squadra. Siamo rimasti ai tempi di Zenga e Bergomi. Avevamo Donati e Santon, ma preferiamo un fenomeno da circo come Jonathan e un prodotto di marketing come Nagatomo. Avevamo Destro, ma siamo andati a prendere Rocchi e Zarate. Avevamo Caldirola e siamo andati a prendere Silvestre. Avevamo Poli, ma abbiamo preferito Gargano. Se non sono bidoni sudamericani non li vogliamo. Spendiamo 8 milioni per prendere Medel (ma in Inghilterra dicono 12) e non ne abbiamo 5-7 per prendere un talento italiano come Bonaventura. Dall’Atalanta prendiamo Schelotto e ignoriamo Baselli. Non solo, la nostra società si permette di prendersi gioco delle regole europee di tutela dei vivai: per iscriversi all’Europa League infatti bisogna avere in rosa un tot di giocatori provenienti dalla propria Primavera o cresciuti in Italia, allora siamo andati a pescare dal Torino il terzo portiere Berni, perchè 15 anni fa giocò nelle giovanili dell’Inter, abbiamo inserito Donkor, che non giocherà mai, abbiamo tenuto Andreolli, che non giocherà mai, e ripreso Khrin, che non giocherà mai, per lo stesso motivo. Signor Thohir, signor Moratti, non sarebbe ora di finirla con questa discriminazione dei giovani talenti italiani?

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