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Mazzarri-Thohir, cala il gelo

Non ci deve essere grande feeling tra Mazzarri e Thohir, che non sembrano andati oltre un formale rapporto di lavoro, che Mazzarri sintetizza così, “Ci siamo parlati, lui mi dice quello che vuole, io gli do le mie spiegazioni, le linee programmatiche le detta lui, è un confronto continuo. Queste 12 partite serviranno a dare le mie valutazioni per vedere chi verrà confermato”. Ma a chi gli chiede se la presenza di Thohir è uno stimolo in più e se domani regaleranno una vittoria al presidente in tribuna, Mazzarri fa una faccia e dà una risposta che è tutto un programma:mazzarri ombroso “Che ci sia il presidente o no in tribuna non cambia molto, noi giochiamo per lui, ma anche per noi”. Tutt’altre parole Mazzarri disse su Moratti quando si presentò all’Inter: «È un vero signore. Ho saputo di avergli fatto una buona impressione. L’ho visto molto deciso a prendere un tecnico come me. Di questo sono contento, penso di saper fare quello che lui si aspetta». D’altra parte è ormai chiaro a tutti che “il confronto continuo” di cui parla il tecnico toscano è più uno scontro tra due modi di vedere il calcio diametralmente opposti e per di più da un mesetto a questa parte non si sente più la voce di Moratti prendere le sue difese. Il vecchio presidente, infatti, si è chiuso in un silenzio totale dopo il licenziamento di Branca, altro storico protettore di Mazzarri. E in una intervista alla Stampa l’ex allenatore della Reggina ha ammesso di essere in bilico, “Se sbaglio sarò io il primo a pagare” ha detto. La notizia però è che Mazzarri riconosce la possibilità che possa sbagliare. D’altronde anche oggi in conferenza stampa è apparso molto meno baldanzoso e arrogante del solito.

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