La squadra è con Chivu

Iniziali commenti stagionali

Primo capitolo di una lunga stagione che ci attende lunghissima, allora i ragazzi si sono presentati già abbastanza lustrati nonostante la preparazione temporalmente breve, forte era la volontà di blindare Chivu sottraendolo dagli avvoltoi che già volteggiavano in cielo, ma il cielo è neroblue

Tre settimane di duro lavoro, lo ha sottolineato il nuovo mister, che poi così nuovo nel mondo bistellato non è, lo sappiamo bene, ringraziando i giocatori per l’impegno profuso in questo agosto di allenamenti e per fortuna poche amichevoli e quasi tutte in zona sede. Si è visto quindi subito che nessuna spina è stata staccata dopo il vantaggio contro il Torino, come a volte capitava la scorsa stagione, si è osservato anche che dopo il 2-0 si è continuato a pressare alti e difendere concentrati se il primo pressing saltava. Invero più dei cinque gol è interessante e rassicurante il clean sheet operato, ma anche il piglio giusto dei subentrati inoltre, c’è altresì voglia di dimostrare da parte della vecchia guardia che questo ciclo non è finito ma ha ancora molto da dare, c’è integrazione da parte dei nuovi arrivi, consapevoli del loro ruolo di riserve, nel senso buono e utile del termine, a parte Sucic che già si candida ad un posto da titolare, ma con umiltà.

Non vincere alla prima in teoria non sarebbe stato un dramma, ma i ragazzi sapevano che se così fosse stato Chivu sarebbe già finito nella centrifuga di trapattoniana memoria, allora hanno dato una risposta e un segnale per questo non banale, Chivu da par suo ha ringraziato non imponendo innovazioni estreme, ma centellinate e in fondo gradite al gruppo, perchè meno sforzo ai tentacoli laterali della difesa, meno spremuti gli esterni, più libertà ai centrocampisti, sia di svariare senza perdere i contatti tra loro, sia di tentare la giocata creativa, e poi quei due là davanti, la Lauthauram, l’animale mitologico metà gazzella e metà toro, tornata a parlarsi in campo e quindi anche fuori, con grande partecipazione oltre che finalizzazione.

Lo devo dire, Inzaghi mi piaceva ma Chivu mi piace di più, maggiormente tranquillo, più equilibrato, serve proprio un gestore delle forze psicofisiche senza arrivare esauriti a maggio come l’anno scorso, quando si deciderà tutto, intanto però era necessario farsi trovare pronti già alla prima giornata, per blindare l’allenatore dagli assalti dei contestatari e la squadra lo ha recepito compattamente. Assorbito bene anche lo sciopero del tifo organizzato, sono partiti tanti cori spontanei dal resto del pubblico, certo solo il tifo organizzato garantisce un sostegno canoro incessante e il colore, le coreografie, ma non si può pretendere che il Club si metta di traverso o in mezzo a decisioni delle autorità, che comunque appaiono rigide e irrazionali per certi versi, ma comprensibili dopo tutto quello che è successo, ma l’interesse della società e della squadra viene prima di tutto e non può essere danneggiato se si vuole bene all’Inter.