Editoriali

Il popolo si guardi dai falsi profeti, dai demagoghi e dai pazzi

Cari amici, è arrivato il natale, Spalletti dice alla D’Amico che per lui sarà un sereno natale, beato lui. L’Inter fa un gol negli ultimi 390 minuti, ma è tutto un episodio, ci dicono i Mauro Suma interisti. Noi ve lo avevamo detto, non parliamo di scudetto, concentriamoci sulla Champions, ma l’allenatore dopo il pari brillante di Napoli attaccava la squadra, rea di non aver osato di più, come a Torino con la Juve. Che il popolo si guardi dai falsi profeti, dai demagoghi e dai pazzi. Contro Udinese e Sassuolo si è perso l’equilibrio, si è subìto gol in contropiedi perchè la squadra ha iniziato ad attaccare con più di sei uomini, il buon senso di attaccare con un solo terzino alla volta e di tenere sempre un centrocampista in copertura è venuto meno, il gioco, lo sapevamo, è monotematico, gli avversari lo hanno studiato, si segnava solo da cross e calci piazzati, si è deciso di arretrare Borja Valero amputandolo, ci si è impuntati con Brozovic trequartista, si è giocato per mesi con un modulo dispendioso come il 4-2-3-1 con Perisic a spomparsi facendo il terzino. Qualcuno voleva fare come Mou con Eto’o, dimenticando che il camerunense fu messo a fare il tornante solo negli ultimi tre mesi di stagione, che la base per un anno e mezzo era stata il 4-3-1-2, e poi tante tante contraddizioni: “solo i nemici parlano di titolari e riserve”, ma intanto giocavano sempre gli stessi, non erano i nemici a creare le riserve e i titolari. “Parlate di scudetto solo per creare i fenomeni e i falliti”, ma poi dopo un brillante pari a Napoli ci si lamentava di non aver osato di più. “Senza tregua, ma voi date tregua”, ma che vuol dire? E ora si spara a zero sui titolari, che non reggono la pressione, sulla dirigenza che non conta nulla, sulla proprietà che non la dice chiara, si fanno sorrisini, ma siamo ancora in tempo per beccare un quarto posto, basta che qualcuno metta un freno. A Roma lo avevano capito.