Giochisti, risultatisti e lamentisti, ma viva Dimarco

El pe’ d’or de Milàn e tutto il resto

Cari amici, venerdì contro il Pisa abbiamo giocato con due giocatori cresciuti nelle giovanili nerazzurre, Dimarco e Pio, niente di meno. Non ieri però, tutti e due sono ormai punti fermi della squadra. Non succedeva una cosa del genere dai tempi di Zenga, Bergomi e Ferri, eravamo a cavallo degli anni 80′-90′, pensate. Proprio Riccardo Ferri da tre anni è team manager della squadra, ricopre il suo ruolo con grande discrezione, un ruolo delicato, ma è una figura importantissima nello spogliatoio, i giocatori lo amano e si confidano con lui. Riccardo ha preso con grande frutto il posto che negli anni passati è stato di Oriali, altra figura preziosa quanto discreta nella storia dell’Inter. Certo, abbiamo avuto in contemporanea Santon e Balotelli negli anni 2000 come provenienti dalle giovanili, ma nessuno dei due è diventato un punto fermo, come quelli attuali. A proposito di made in Inter, facciamo un sentito saluto verso il cielo a Nazzareno Canuti, roccioso difensore degli anni ’80, scomparso due giorni fa a 70 anni.

Parlando di Dimarco, nei mesi scorsi è stato oggetto di critiche pesanti e attacchi sul piano personale sugli immancabili social, che a volte viene da chiedersi se non erano meglio i peggiori bar di Caracas. Il ragazzo è sensibile e agli ultimi gol segnati praticamente non ha nemmeno esultato, manifestando il suo disagio, confermato nell’intervista in campo postPisa. Ma il giovane deve stare tranquillo, succedeva anche a Bergomi, Ferri, persino Zenga, perchè se sbagli una partita importante il tifoso in versione amante tradito se la lega al dito, come quei uomini che passano la vita ad odiare la ex. Intanto Pio è amato, cresciuto con Chivu nelle giovanili, per il quale ha detto parole di grande affetto, ma non illudetevi, al primo gol sbagliato in un big-Match o in un derby, anche Pio diventerà un reietto agli occhi dell’amante deluso.

Ma passiamo ad altro, il giornalista del sole 24 ore Bellinazzo, tifoso sfegatato del Napoli, ha detto che il campionato è falsato per colpa dei tanti infortuni dei partenopei, ma è lo stesso che dieci anni fa diceva che entro dieci anni il campionato cinese di calcio sarebbe diventato il più importante del mondo. I cinesi conquisteranno il mondo, ma magari no. Comunque è un po’ presto per salire sul carro del dragone, magari a carnevale.

Intanto tanti giornalisti e opinionisti dicono che Spalletti alla Juve ha fatto un miracolo, un capolavoro, dal pareggio in casa col Lecce, dove comunque “la Juve ha dominato”, fino alla sconfitta a Cagliari, dove però pioveva e i cagliaritani perdevano tempo. Ma ho sentito dire anche che Spalletti è un fine psicologo, infatti prendendo a ceffoni un suo giocatore davanti a trentamila spettatori sta seguendo le teorie dello psicologo del film “altrimenti ci arrabbiamo” con Bud Spencer e Terence Hill, ma una vetta di psicologia era anche quando ha vietato la play station nel ritiro della nazionale ai giocatori. Comunque il filosofo di Certaldo ha battuto Conte ieri sera, eccolo lì, il tecnico del Napoli invece attaccava Chivu perchè dopo la partita d’andata coi nerazzurri avrebbe mandato Marotta a lamentarsi dell’arbitro, prima e ultima volta in vita sua da parte del dirigente varesino tra l’altro, comunque poi ha mandato sicuramente lui, il Conte dico, un suo dirigente a protestare con l’arbitro, poi ha pure mandato il suo vice a lamentarsi del calendario troppo intasato, come se ce l’avesse solo lui, insomma uno spettacolo pirotecnico da fuochi d’artificio. Spiace concludere questa rassegna del chiagni e fotti con un grande della storia dell’Inter, ma pare che il nostro Mou, anzi senza pare, abbia attaccato Chivu dicendo che si stupiva che il club 1908 ingaggiasse allenatori senza esperienza. Ma bisogna capirlo in questo frangente, Mou un tempo era sempre al centro dell’attenzione, ora non se lo fila più nessuno, forse perchè è l’Inter che attira l’attenzione e nessuno è più grande dell’Inter, ma va beh, lui ha anche detto la primavera scorsa che sperava che Inzaghi non facesse il triplete perche il suo di Triplete doveva rimanere unico.

Che dire, tutti quelli che abbandonano l’Inter diventano come inaciditi, let’s go and support the Balck&bluetiful

E’ come tutto il resto. E’ tutto lì.