Editoriali

Chi ama il calcio e chi lo vuole incatenato

Ribaltarla è un piacere, razionalizzarla è un dovere. Così va interpretata la vittoria di Roma, che apre le porte di un primo posto, che però alla seconda giornata lo abbiamo vissuto tante volte negli ultimi anni, quindi calma e gesso. In rete i tifosi sembrano tutti coi piedi per terra e non c’è vergogna nel dire che tre pali così in una partita sola non si erano mai visti. Ma le stagioni si costruiscono anche con la fortuna. Icardi alla fine ha avuto ragione, ma dovrebbe avere l’umiltà di prendere qualche appunto quando gioca Dzeko, non lo diciamo noi, ma Spalletti, che comunque certe cose – sappiamo tutti quali – gliele ha chieste. D’altronde l’argentino in una intervista di qualche mese fa disse di aver concordato coi compagni di stare sulla linea dei difensori… Coi compagni? Rimettiamo l’allenatore al suo posto. Intanto la Var è già sotto attacco. Il problema di questo paese è la faziosità e la mancanza di una visione complessiva: Piaccia o non piaccia, la Var sta funzionando, c’era il rigore per il Cagliari, c’era il rigore per il Genoa, c’era il rigore per la Juve, è stata evitata una grave ingiustizia nei confronti del Bologna annullando grazie alla Var un gol al Benevento al 97′ in netto fuorigioco. Ma qualcuno deve polemizzare per forza, ma le polemiche sarebbero state il triplo senza la Var. Capisco Di Francesco, che si è visto negare un rigore che forse c’era, ma che tristezza, quanta povertà culturale e mancanza di senso delle istituzioni nelle parole di Buffon. Passiamo oltre e aspettiamoci una settimana caldissima sul fronte mercato: il campionato ora va in sosta e l’Inter ha cinque giorni per prendere due difensori centrali, un centrocampista con qualche gol nel repertorio e un jolly offensivo, vendendo qualcuno per fare cassa e sfoltire. Mustafi, Mangala, Keita i nomi caldi. Il 10 settembre arriverà la Spal, in quel di San Siro, formazione ferrarese, da tanti anni lontano dal calcio che conta, ma con un passato nobile, è quel tipo di connessione che vogliamo ritrovare, rifiutando il falso romanticismo di chi vorrebbe vedere nella moviola in campo un abbandono dei valori del calcio. L’Inter ora ha tanti pregi e tanti difetti, il centrocampo sa palleggiare, ma non sempre ha personalità, l’attacco ha forza e personalità, ma non sempre ha cattiveria sottoporta, Icardi a parte. In difesa Miranda deve ritrovarsi, Skriniar ha fatto una buona impressione, ma non è un mostro. Il reparto terzini è tutto da verificare. Cancelo in realtà non lo è e questa sera ha esordito da esterno alto, Dalbert è materia grezza, Nagatomo e D’ambrosio cercano di smussare gli scetticismi, Santon e Ansaldi paiono in esubero. Ma sarà un bel campionato, non rovinatelo.