Editoriali

Il fluido vitale di Handanovic

Handanovic occhioA volerla farla semplice, l’Inter continua a segnare col contagocce, come ha sempre fatto, ma nelle ultime quattro partite ha commesso errori pazzeschi dietro, due rigori regalati agli avversari con interventi da ridere per non piangere, un autogol fantozziano e una dormita su calcio d’angolo ancora con la Lazio. (Continua sotto)

Se vogliamo essere ottimisti, errori così non dovrebbero ripetersi e se là davanti si svegliano dovremmo rimetterci in carreggiata. Però oggi a Bergamo si sono viste cose non da serie A, i centrocampisti sono in pessime condizioni fisiche, Medel è crollato, Brozovic sembra ubriaco, Guarin ha giocato la peggior partita della sua carriera. In mezzo al campo continuano ad esserci i problemi maggiori, onestamente ci sono dei limiti tecnici su cui bisogna intervenire. Mancini è stato esplicito, i centrocampisti devono mettersi a fare esercizi da scuola calcio, mentre gli attaccanti devono darsi una mossa e fare meno i fighetti. Ma anche lui oggi una mossa non se le è data. Che gli attaccanti fossero finiti in un imbuto, che bisognava inserire le uniche due ali di ruolo in rosa, Perisic e Biabiany, si poteva già capirlo nell’intervallo e inserirli ad inizio ripresa, così come uno tra Guarin e Brozovic andava tolto subito. Perchè – come col Sassuolo – questi cambi ritardati? Forse anche un po’ di buon senso non guasterebbe, si difende a spada tratta Kondogbia e poi lo si molla in panchina per mettere un Guarin sul piede di partenza. Un giocatore così distratto da voci di mercato non andrebbe mai schierato, forse Mancini voleva mandare un messaggio a lui e alla società per trattenerlo, ma la risposta è stata traditrice. Al di là delle disquisizioni tattiche, però ora serve una sola cosa, anzi tre: spogliatoio unito, non commettere errori e si salvi chi Handanovic. Mancini ha minimizzato la prestazione del portiere perchè per un allenatore ammettere che l’ultimo difensore è stato il migliore in campo è sempre difficile, ma qui bisogna trasmettere i fluidi vitali dello sloveno ai suoi compagni accartocciati. Per quanto riguarda lo spogliatoio ora più che mai ci vuole unità d’intenti, è il primo momento difficile della stagione, ora si vedono gli uomini, ora si vede chi merita questa maglia. E sugli errori, direi che abbiamo fatto abbastanza regali, natale è finito.