Editoriali

Chi comanda qui?

zhang-thohirLa domanda che leggete nel titolo è la più classica delle domande, un semprevalido che aiuta sempre ad orientarsi. Se lo è chiesto Frank De Boer quando è arrivato e si è dato una risposta qualche giorno fa, rilasciando un’intervista nella quale ha evitato di spargere veleno, come fanno tanti ex trattati in malo modo dall’Inter, ma con grande signorilità ha fatto notare che la risposta al quesito di cui sopra è nessuno. All’Inter comandano tutti e nessuno. Indonesiani, cinesi, management italiano, consulenti iraniani, management anglosassone, è un gran casino. In realtà in questa babilonia c’era un capo che doveva assumere il comando, ma ha sempre dedicato poco tempo e denaro a quella che era per lui solo una delle sue trenta aziende. Era Erick Thohir, tutt’ora presidente e socio di minoranza, che una decisione l’ha presa, quella di cacciare quel rompiscatole di Mancini a una settimana dall’inizio del campionato. Quindi se all’Inter non comanda nessuno questo non vuol dire che nessuno è responsabile. Il grande responsabile di questo caos è Erick Thohir, il desaparecido che negli ultimi mesi ha fatto perdere le sue tracce. E’ lui che ha prima dato a Mazzarri dei giocatori mediocri e poi ha voluto imporre a Mancini il mercato, infine scegliendo un allenatore che non sapeva nulla del calcio italiano. E’ lui che aveva promesso un aumento dei ricavi, mai avvenuto, se non in maniera irrisoria e nonostante i tagli e la decurtazione massiccia del monte stipendi. Il mercato di quest’estate è un puzzle mai risolto: Banega e Ansaldi forse scelti da Zanetti o da Ausilio, Erkin non si sa da chi, Gabigol e Joao Mario sono serviti a ingrassare le tasche di Kia vattelapesca. Mancini lo aveva detto, “Banega non ha un ruolo, Erkin non sa difendere, Joao Mario va bene ma a 10 milioni, non 45, uno come Yaya Tourè in Italia non si è mai visto”. Ma nel porcilaio di Internet Mancini era “quel frocio che se la intende con il negro Tourè” o nella migliore delle ipotesi un bambino viziato che vuole far spendere soldi a Thohir, mentre Kia era un mago del calciomercato piovuto dal cielo. Ora non resta che dare ancora un po’ di tempo ai cinesi, che a quanto pare sono apparsi un po’ spiazzati in questi mesi, ma ora sembra vogliano prendere in mano la situazione, sperando nel frattempo di salvarsi a fine stagione e ripartire a giugno con un progetto serio.