Milano intera ricorda Sandro Mazzola, i funerali della nostra bandiera

Il saluto a Sandro Mazzola nelle parole di monsignor Faccendini

La basilica di Sant’Ambrogio è il luogo dove i milanesi hanno salutato Giacinto Facchetti, Franco Baresi e oggi Sandro Mazzola, è il luogo dei milanesi, ma è anche il luogo dove si mantiene viva la tradizione della città ed oggi la città ritrova le sue radici

Nel giorno del ricordo del nostro sandrino, il baffo, bene ha fatto il nostro sito ufficiale a riportare le parole di monsignor Faccendini nel ricordo di Mazzola, ci permettiamo di riportarle anche noi, in un senso di unità:

“Significa tanto che il feretro di Sandro Mazzola si trovi qui nella nostra Basilica, questo è il santuario di S. Ambrogio, il santuario dei milanesi, il luogo dove i milanesi ritrovano le loro radici, non solo religiose ma civili. Penso sia significativo che Sandro Mazzola sia stato condotto qui per il suo congedo: questo è il modo in cui Milano e i milanesi rendono grazie a lui, che ha reso onore alla città e ne ha accresciuto il prestigio. Questa è l’occasione per i milanesi di riconoscersi in un uomo, in quello che è stato, nel suo stile e nei suoi valori. […] C’è una dimensione pubblica della vita di Sandro: il bambino che ha perso papà Valentino nella tragedia di Superga, i primi calci all’oratorio di S. Lorenzo, le giovanili dell’Inter. Proprio con l’Inter ha avuto un rapporto fortissimo, unico. “L’Inter è stata per me come una mamma”, diceva. Poi l’umiltà di imparare dai grandi campioni e riuscire a diventare tale anche lui stesso, non più solamente il figlio di Valentino. Poi i trofei con la Grande Inter, la squadra che ha segnato la storia del calcio mondiale. Tutto con lo stile di una bella umanità che traspariva anche dal suo sorriso che spuntava sotto i suoi baffi. Un’umanità che lo ha reso stimabile e apprezzato davvero da tutti, che ci permette di affrontare questo momento con grande serenità e una forte consapevolezza”

Inter.it

Monsignor Carlo Faccendini – Abate di S. Ambrogio

Importante che il monsignore Faccendini parli di una dimensione non solo religiosa, ma civile, al contempo di una dimensione pubblica ma anche famigliare, poi l’importante di imparare dai grandi campioni e non solo essere il figlio del grande Valentino. Una umanità apprezzata da tutti ma che mantiene le sue radici..

Questo è il grande Mazzola e il senso di Milano.