Editoriali / Storia

Il 2017 che se ne va

Foto CALCIOINTER.NET

L’Inter entra nel suo centodecimo anno di vita e intanto saluta il 2017, un anno che ha detto tutto e il contrario di tutto. Iniziato nel migliore dei modi e in maniera sorprendente per come era finito il tormentato 2016, il periodo felice è culminato con il 7-1 all’Atalanta in marzo, contornato da roboanti voci di mercato, alimentate dalla stessa società, su grandi acquisti internazionali e la volontà di prendere i migliori talenti italiani. Nei successivi cinque mesi tutto è sembrato andare a rotoli, sul campo la squadra è crollata fino all’esonero del povero Pioli, la stagione è stata portata in porto da Vecchi con un settimo posto, mentre il mercato si concludeva a fari spenti senza nessuno dei fuoriclasse paventati e con una rosa incompleta. Sono comunque arrivati buoni acquisti come Borja Valero e Vecino, oltre a Dalbert, Cancelo, Karamoh e il semisconosciuto Skriniar, il quale si è rivelato il migliore acquisto. In panchina, registrati i rifiuti di Conte e Simeone, oltre che quello di Oriali come dirigente, si è seduto Luciano Spalletti. L’Inter ha iniziato senza brillare, ma macinando punti e dimostrando una ritrovata solidità difensiva, tra ottobre e novembre sono arrivate anche alcune prove convincenti e il primo posto, inoltre si è usciti indenni dal San Paolo e dallo Juvenuts Stadium, ma ancora una volta una goleada – 5-0 al Chievo – è stato il preambolo ad un periodo di magra. L’anno si è così concluso scendendo al terzo posto, con una squadra apparsa stanca e incapace di segnare, adottando un solo schema di gioco e avendo utilizzato sempre gli stessi 12-13 elementi. Ad ogni modo l’obbiettivo realistico era ed è sempre stato centrare il terzo-quarto posto per tornare in Champions dopo sei anni di attesa. Ce la faremo? Ce lo dirà il 2018. Amala.