Editoriali

Via Mazzarri, la fine di un incubo

duomo nerazurroLa fine di un incubo. L’Inter è libera. Mazzarri non è più il “suo” allenatore. Thohir fa il regalo ai tifosi nel primo compleanno della sua presidenza. L’Inter non era più l’Inter, stava diventando una provinciale, nella mentalità prima ancora che nei risultati. Un ridimensionamento culturale prima che sportivo che aveva in Mazzarri il principale interprete, seguito da un codazzo di cortigiani. L’arroganza di Mazzarri era di tipo particolare, era nel voler costruirsi un’Inter a sua misura e non misurarsi con le ambizioni dell’Inter. Un’arroganza verso il basso che portava ad esagerare le oggettive difficoltà attuali, a diminuire il valore della rosa (pur non eccelsa, ma non povera) per abbassare le aspettative della piazza. Siamo stati il primo sito antiMazzarri in rete, abbiamo portato avanti una battaglia per il bene dell’Inter, convinti che compito dell’informazione e dei tifosi non sia quella di accettare supinamente ogni scelta societaria, ma di dire la verità. Se Thohir ha preso questa decisione ascoltando anche l’opinione dei tifosi ha fatto una scelta non di debolezza, ma di intelligenza, perchè le opinioni dei tifosi sono sempre disinteressate, senza doppi fini o interessi personali (lo stesso non si può dire sempre di giocatori e dirigenti), perchè i tifosi sono la memoria storica di una squadra e ne conoscono meglio di chiunque altro le esigenze e le sfumature, che nessun unanimismo propagandistico potrà rendere. Bravo Thohir e bentornato Mancini.

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