Editoriali

Un po’ di fatti su Mancini

mancini 2008Dopo aver salutato squadra e tifosi con grande signorilità, Roberto Mancini nella giornata di ieri ha ricevuto la telefonata di Javier Zanetti e di gran parte dei giocatori, che lo hanno ringraziato per questo anno e mezzo insieme. Sono state messe delle buone basi, certo, i risultati sono stati sotto le attese, ci si aspettava il terzo posto ed è arrivato un quarto posto e i risultati nel calcio, giustamente, sono fatti che contano. (Continua sotto)

Quindi Mancini ha fallito. Ma la crisi grossa è stata a gennaio-febbraio, poi in marzo-aprile-maggio la squadra era in ripresa, anche se ha perso partite assurde. Le richieste di Mancini erano giuste, tre-quattro profili d’esperienza dopo aver già ringiovanito la rosa abbastanza. Anche De Boer, appena sbarcato, ha parlato di “un mix di giovani ed esperti”. Solo Thohir e Bolingbroke, che di calcio non capiscono nulla, possono pensare di rinforzare questa squadra con Joao Mario e Gabigol ed altri ragazzini, casualmente assistiti dal procuratore iraniano Kia, vero padrone dell’Inter attuale. Serve un leader a centrocampo, un partner per Miranda, sostituire Icardi con un centravanti serio, puntare sulla consacrazione di Perisic, Banega e Candreva, dare una seconda chanche a Jovetic, Eder e Kondogbia e la squadra può essere competitiva. De Boer da quanto dicono non è un integralista, ripartirà dal lavoro di Mancini, il quale ha rifiutato un rinnovo da 6 milioni all’anno per mantenere la dignità di non essere un burattino nelle mani di incompetenti. Pretendere che l’allenatore non abbia voce in capitolo nel calciomercato è roba da calcio degli anni ’50, sorpassata, ammuffita. Helenio Herrera fu il primo a dare dignità alla figura dell’allenatore, Mourinho come prima cosa chiese un ufficio personale dove pianificare e ricevere, tutti gli allenatori delle grandi squadre sono anche manager. E l’Inter non è la Sampdoria o il Sassuolo. Grazie a Mancini sono arrivati giocatori come Miranda, Brozovic, Perisic, Candreva che mai sarebbero venuti in questa Inter senza la presenza del mancio in panchina. Mancini, per tutti i veri interisti, rimane quello che ha messo le basi della grande Inter del Triplete, con acquisti fondamentali e per poche lire come Maicon, Cambiasso, Stankovic, Julio Cesar e altri, tutti giocatori che erano sconosciuti, acerbi o sottovalutati e che con Mancini sono diventati campioni. Con Mancini abbiamo reimparato a vincere, con la Coppa Italia e la supercoppa del 2005, poi tre scudetti consecutivi (senza rivali dicono, perchè la Juve attuale che rivali ha?), un’altra coppa Italia e un’altra supercoppa. Nel calcio contano i fatti, non le antipatie da calvi per un ciuffo di troppo. Mancini non avrà i modi dell’impiegato di banca in tuta o del tarantolato della panchina, che in Italia vanno per la maggiore, ma i fatti dicono che ha vinto almeno un titulo in ogni squadra che ha allenato: Coppa Italia con Fiorentina e Lazio, sette titoli con l’Inter, scudetto, Fa Cup e supercoppa con il Manchester City, coppa di Turchia con il Galatasaray. Le chiacchiere stanno a zero, così come quelle che dicono che Mancini ha fatto spendere un sacco di soldi al “povero” Thohir. Questa è disinformazione, Thohir non ha speso un euro e con l’Inter ci ha solo speculato. Amala.