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Thohir ora vuole i fatti e nelle prossime tre partite..

Milano, colonne S. Lorenzo

Milano, colonne S. Lorenzo

E’ un Thohir diverso quello intercettato a Ginevra, che si discosta dai tanti piagnistei sui fischi, e anzi come riporta la gazzetta ribalta la questione e non tende la mano a Mazzarri: “Un messaggio ai tifosi affinché non fischino la squadra e l’allenatore domenica a San Siro? No no, io non devo mandare messaggi a nessuno. E’ la squadra in campo a dover mandare un bel messaggio ai tifosi, e spero lo farà”. E’ chiaro che questo messaggio Mazzarri e la squadra lo devono dare anche a Thohir, che sarà presente al Meazza domenica sera con il Verona. Il presidente nerazzurro non mostra grande soddisfazione per il pareggio di Saint Etienne, a differenza di Mazzarri e delle tante cronache fantasiose che si sono lette dopo la partita: “Come ho visto la squadra a Saint Etienne? Volevamo i tre punti che ci avrebbero dato la certezza della qualificazione e del primo posto, ma è stata una buona partita. Nel primo tempo abbiamo giocato bene; nel secondo i ragazzi erano stanchi, mancavano giocatori, 7 infortunati, quindi serve un punto alla prossima per raggiungere i sedicesimi, un traguardo che vogliamo e importante”. Insomma va bene così, ma Thohir si aspettava la vittoria, che non è arrivata, e ora non sembra disposto ad accettare un altro pareggio con l’Hellas: “Se Mazzarri ha dato le risposte che mi aspettavo dalla gara di Saint Etienne? Adesso pensiamo al Verona dobbiamo concentrarci solo su quella partita, e dobbiamo fare punti. Sono convinto che domenica la squadra si comporterà bene, ma resta il fatto che nelle prossime 3 partite mi aspetto di fare punti. So la differenza fra il farne uno o i tre che dà la vittoria, ma vorrei proprio che nei prossimi match la squadra portasse punti. Lo dico perché le vere sfide saranno quelle contro il Milan e la Roma che potranno darci una spinta importante per la classifica”. C’è un tono diverso, Thohir rimarca tre volte che nelle prossime tre partite non si accontenterà del pareggio, vuole la vittoria, anche con Milan e Roma. Un ultimatum? Non proprio, ma l’asticella si alza, obbiettivo 9 punti in tre partite, altrimenti non servirà a nulla parlare di “grande calcio” o dire “io guardo la prestazione”.

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