Editoriali

Thohir, lo stadio e il terzo posto

isola

Milano, i grattacieli di Isola-Garibaldi

Thohir è arrivato a Milano ad un mese dalla sua ultima visita, sfoggiando una bella cravatta nerazzurra si è recato allo stadio al fianco di Moratti, ma non è stato molto prodigo di parole, ne ha detta solo qualcuna prima della partita, senza sbilanciarsi troppo. Aggiungiamo che il presidente onorario per scelta ha deciso di farsi da parte e che Ausilio è uomo di campo a disagio di fronte alle telecamere, ne esce un quadro piuttosto silenzioso dell’Inter attuale, che in campo invece fa la voce grossa con una difesa quasi perfetta, al netto dell’unico errore di Vidic a Palermo e di qualche incertezza di Handanovic. Mazzarri in questo momento si trova una strada spianata per il terzo posto, il Napoli è caduto in uno psicodramma, la Fiorentina è di nuovo priva di Gomez e Rossi, anche se appare più solida in difesa e con un ambiente intorno più equilibrato, il Milan è un cantiere aperto e Berlusconi sembra già spazientito da Inzaghi, onestamente non si potrebbe chiedere di meglio. Nella giornata di oggi il presidente nerazzurro ha incontrato Barbara Berlusconi per parlare del Meazza e dell’eventualità di un nuovo stadio. E’chiaro che con l’attuale S.Siro non si farà mai il salto di qualità, ormai tutti hanno capito quanto è importante lo stadio se si vuole competere in Europa. Rendere più accogliente la scala del calcio sarà difficile, ieri c’erano meno di trentamila persone, un deserto in uno stadio dalla capienza di ottantamila, un’emorragia di pubblico che va avanti dall’inizio degli anni duemila e continuata anche negli anni vincenti di Mancini e Mourinho, a conferma che c’è qualcosa che non va nella struttura, nei servizi e nel clima che si respira dentro e fuori lo stadio, al di là dei risultati.

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