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Tg CalcioInter, il sogno di Samuel, la fiducia di Kondogbia, l’accusa di Mancini

Riprendiamo le dichiarazioni delle ultime ore, rara intervista a Samuel che svela i suoi sogni, le sue speranze, le sensazioni del suo nuovo lavoro all’Inter come coach difensive coordinator. Mancini invece non le manda a dire a Thohir, mentre Kondogbia parla del suo rapporto con Pioli:

Intercettato dai microfoni di Sky, il centrocampista Kondogbia, ha spiegato che “dovremo vincere la prossima partita e anche le altre. Quindi anche il derby? Sì, il derby non è una partita normale come le altre. Cos’ha portato Pioli? Fiducia, che con De Boer avevo perso e non solo io, anche altri compagni hanno ritrovato fiducia con Pioli.”

Walter Samuel è l’uomo ombra di Pioli. Molti ritengono che i progressi della difesa, che con De Boer era un colabrodo, siano dovuti all’innesto nello staff dell’ex difensore nerazzurro. Timido e riservato, in un’intervista a El Grafico, riportata in Italia da Gazzetta-FcInter1908.it, si è detto pronto ad affrontare la carriera di allenatore, nonostante il suo carattere. Intanto ha raccontato i suoi primi passi da ex calciatore: “La cosa positiva è che ho iniziato a lavorare fin da subito, quindi non ho sofferto il ritiro, non ho nostalgia per niente, a differenza di altri che l’hanno avuta. Non pensavo di farlo così in fretta. Mi sono ritirato a metà del 2016 e sono andato in vacanza con la famiglia, lo avevo promesso. Siamo andati in California per visitarla e poi a Firmat, nella mia città e a Rosario, la città di mia moglie. La mia idea poi era quella di andare a vivere in Italia perché i miei figli si sono adattati in tutto in quel Paese e nel mese di settembre ho iniziato il lavoro di scouting per l’Inter, seguendo giocatori per la prima squadra”. Ma sulla sua strada c’è ancora l’Inter, l’ex difensore ripercorre il suo approccio con Pioli: “Sono stato un mese a svolgere il lavoro di scouting e quando andò via De Boer arrivò Pioli. Lui venne a sapere che lavoravo per il club e decise di inserirmi nel gruppo. Non ci conoscevamo di persona, ho solo giocato contro le squadre che allenava. Quando ci siamo incontrati gli chiesi se la decisione fosse stata presa da lui e mi rispose di sì. Mi presi qualche giorno per decidere, dopo 20 anni di calcio volevo un po’ di tranquillità ma analizzando la cosa accettai dato che si trattava di un’occasione irrinunciabile. In quel momento la squadra non passava un bel periodo ma aveva un buon gruppo e mi interessava farne parte. Mi sono inserito poco a poco, un po’ mi vergognavo visto che ancora ci sono miei ex compagni ma per fortuna le cose hanno iniziato a girare bene.” Ma ecco che Samuel svela qual è il suo vero progetto per il futuro, fare l’allenatore, chissà, magari sulla panchina dell’Inter: “La mia idea è questa, si vedrà vivendo, vorrei provare qualche volta. Attenzione, ho notato che non è facile stare davanti a un gruppo. In più quando non ci sono personalità e determinazione…” Un riferimento agli anni difficili post-triplete, quando non tutti i nuovi arrivati avevano le carte in regola e la voglia di vincere necessaria?

Roberto Mancini ha dialogato telefonicamente con Bruno Longhi sulle frequenze di TeleLombardia, il discorso è caduto sulle parole di Ranocchia, che ha detto che l’estate scorsa l’Inter si è allenata male, ma il mancio ha voluto specificare: “Non credo abbia detto così. Credo che si riferisse al fatto che qualcuno ha organizzato una tournée transoceanica con decine e decine di ore di aereo senza potersi allenare, a Riscone ci siamo allenati benissimo”. Il riferimento è senza ombra di dubbio alla premiata coppia Bolingbroke-Thohir, anche se qualcuno ancora adesso a distanza di mesi preferisce aizzare la tifoseria contro l’ex tecnico.

Nella foto: Kondogbia a contrasto con Acquah durante l’ultimo Torino-Inter.