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	<title>Mazzola - Calcio Inter</title>
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	<description>Un sito per l&#039;Inter e i colori nella notte</description>
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	<title>Mazzola - Calcio Inter</title>
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		<title>Il mio ricordo di Sandro Mazzola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 20:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Mazzola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In the memory of Sandro Mazzola E&#8217; forse tempo che anche io nel mio piccolo faccia un ricordo di Sandro&#8230;</p>
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<h1 class="wp-block-heading">In the memory of Sandro Mazzola</h1>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img decoding="async" fetchpriority="high" width="1024" height="768" src="https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70451-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-46153" srcset="https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70451-1024x768.jpg 1024w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70451-300x225.jpg 300w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70451-768x576.jpg 768w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70451-600x450.jpg 600w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70451-1536x1152.jpg 1536w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70451-2048x1536.jpg 2048w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70451-105x80.jpg 105w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70451-1320x990.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>E&#8217; forse  tempo che anche io nel mio piccolo faccia un ricordo di Sandro Mazzola, il baffo, persino mia mamma lo ha ricordato subito come il baffo o il sandrino, per dirvi quanto fosse vicino a tutti, come Gigi Riva, Facchetti e tutti i grandi degli anni 60, ma sto seguendo da tre giorni con grande interesse e commozione tutti quanti lo hanno ricordato, il mio ricordo però è un po&#8217; diverso e un po&#8217; meno importante, è il ricordo di chi non lo ha visto giocare, essendo il sottoscritto nato alla fine degli anni &#8217;70, ma non rende meno interessante la sua figura. Per me, infatti, per come lo ho conosciuto, Sandro Mazzola era già un dirigente dell&#8217;Inter, di tutta la sua vicenda di eroe della grande Inter, di grande campione anche della nazionale, di figlio di Valentino del grande Torino cresciuto nella famiglia Inter all&#8217;ombra di Giuseppe Meazza e Angelo Moratti, è tutto una grande e fantastica leggenda, ma che ho vissuto dopo nei ricordi degli altri e nello studio. Io &#8220;conosco&#8221; Sandrino già con i baffi grigi, per me è un reduce della grande storia dell&#8217;Inter chiamato dal giovane Massimo Moratti per ricostruire la seconda grande Inter, per me Mazzola è un dirigente che porta Ronaldo e tanti altri grandi campioni all&#8217;Inter, per me è un signore che non si atteggia in nessun modo da eroe e senza nessun senso di superiorità, è un signore alla mano, con un&#8217;aria famigliare, dedito alla costruzione di un&#8217;altra grande storia interista insieme a Massimo, con lui nella dirigenza degli anni 90 ci sono altri grandi personaggi degli anni &#8217;60, come Suarez, Burgnich, Facchetti, Guarneri, tutti accomunati da questo senso di umiltà, di affabilità, da questa trasmissione senza presunzione di valori semplici, ma forti. Persino Herrera, il grande allenatore, il quale non era propriamente un umile, però lo conobbi con quella sua grande autoironia come opinionista nelle trasmissioni televisive degli anni 90. Ho sempre intravisto così a dire il vero un certo senso di disagio in Mazzola, ma anche in Burgnich, Guarneri, Facchetti, verso un calcio di quei anni, che aveva perso quel senso di familiarità, penso sinceramente ci sono giocatori che non hanno capito il senso della famiglia Inter, ed anche allenatori sopratutto, a parte Gigi Simoni ovviamente, il grande errore ammesso da Massimo esonerarlo ma perchè malconsigliato, mentre credo che l&#8217;Inter abbia ricominciato a vincere quando oltre a Javier Zanetti abbiano cominciato ad aggiungersi giocatori nella storia interista con il volto solcato dalla sofferenza come Cordoba, Samuel, Materazzi, Figo, Milito, Crespo, Cruz, Stankovic, Mihajlovic, così come gente di umanità capace di piangere come Toldo, Julio Cesar, Maicon, gente con il senso di appartenenza come Cambiasso e sicuramente dimentichiamo qualcuno e ce ne scusiamo, così come forse avrebbe voluto Sandro, pure allenatori come il figlio di Mantovani Mancini e Mourinho che avevano il senso della famiglia nonostante il loro ego. Alla fine ho divagato, come il cowboy del grande Lebowski, ma tornando a Mazzola, penso che il suo ricordo sarà indelebile. Un ricordo di famiglia, Mazzola c&#8217;è sempre stato, in maniera discreta, quando avrebbe potuto fare il protagonista, ma lui non ha voluto questo, ma protagonista lo è stato.</p>



<p>Sei nei cieli, sandrino</p>
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		<title>Ci scrive uno juventino per deplorare il comportamento della curva juventina</title>
		<link>https://www.calciointer.net/ci-scrive-uno-juventino-per-deplorare-il-comportamento-della-curva-juventina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 18:41:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettere a CalcioInter]]></category>
		<category><![CDATA[Mazzola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo la mail di un tifoso juventino che condanna senza tanti giri di parole e in maniera&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote">
<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo la mail di un tifoso juventino che condanna senza tanti giri di parole e in maniera netta il comportamento di una consistente parte della curva juventina, che non si è limitata a voltare le spalle durante il minuto di raccoglimento per Mazzola come erroneamente riportato da alcune televisioni e da alcuni giornalisti juventini in malafede, ma ha in più sporcato il minuto di silenzio con cori spregevoli e schiamazzi, ma siamo comunque sicuri che il pensiero di condanna di questo sportivo corrisponda al pensiero di tanti altri tifosi juventini non organizzati magari in gruppi e gruppetti o indottrinati da certi giornalisti faziosi, ma che vivono la loro passione bianconera in maniera intima e vera o frequentando tutti gli altri settori dello stadio senza andare dietro a pseudogiornalisti e capi ultrà, ma ascoltiamo le sue parole sincere perchè secondo me rappresentano tutta quella maggioranza silenziosa juventina</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="620" height="410" src="https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2015/04/Mazzola_Rivera_Derby_di_Milano.jpg" alt="" class="wp-image-14269" srcset="https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2015/04/Mazzola_Rivera_Derby_di_Milano.jpg 620w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2015/04/Mazzola_Rivera_Derby_di_Milano-300x198.jpg 300w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2015/04/Mazzola_Rivera_Derby_di_Milano-600x397.jpg 600w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2015/04/Mazzola_Rivera_Derby_di_Milano-83x55.jpg 83w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2015/04/Mazzola_Rivera_Derby_di_Milano-210x140.jpg 210w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2015/04/Mazzola_Rivera_Derby_di_Milano-310x205.jpg 310w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure>



<p></p>



<p>&#8220;Da autentico sportivo juventino deploro il vomitevole comportamento della curva dei cosi detti – ma invece falsi &#8211; sportivi della mia squadra.</p>



<p>Sandro Mazzola è stato un grande per tutti e quindi di tutti indipendentemente dalla squadra di appartenenza.</p>



<p>Così lo ricorderemo (al pari di Scirea, Rossi e tanti altri)&#8221;</p>



<p>Paolo Turchetto – Portogruaro</p>
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		<title>Marotta ricorda Mazzola: &#8220;L&#8217;appartenenza non è una catena, ma una forma di libertà&#8221;</title>
		<link>https://www.calciointer.net/marotta-ricorda-mazzola-lappartenenza-non-e-una-catena-ma-una-forma-di-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 16:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ultime notizie - prepartita]]></category>
		<category><![CDATA[Marotta]]></category>
		<category><![CDATA[Mazzola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ricordo del presidente Marotta Riportiamo anche le parole del presidente e Ceo dell&#8217;Inter Giuseppe Marotta ai funerali di Mazzola,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading">Il ricordo del presidente Marotta</h1>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>Riportiamo anche le parole del presidente e Ceo dell&#8217;Inter Giuseppe Marotta ai funerali di Mazzola, sempre riprese dal sito ufficiale Inter.it, un dirigente che nell&#8217;invadente e spesso stupido mondo social viene dipinto come una sorta di faccendiere, politicante, mercenario, e che invece dimostra in questo discorso cultura, visione, senso storico, oltrechè &#8211; ma prima di &#8211; appartenenza, perchè l&#8217;appartenenza non va intesa in senso settario e tribale, ma in senso di libertà, ma sentiamo Marotta nel ricordo di Mazzola</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70441-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-46146" srcset="https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70441-1024x768.jpg 1024w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70441-300x225.jpg 300w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70441-768x576.jpg 768w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70441-600x450.jpg 600w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70441-1536x1152.jpg 1536w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70441-2048x1536.jpg 2048w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70441-105x80.jpg 105w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_70441-1320x990.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>“Cari Ilaria, Valentina, Alessandro e Paolo: mi rivolgo a voi, nel ringraziarvi per avermi permesso in questa occasione di poter ricordare il vostro amato papà. Mi emoziona molto essere qui con tutti voi e con tutti coloro che non hanno potuto prendere parte alla cerimonia: siamo tantissimi, a testimoniare l’affetto che tutti noi abbiamo sempre avuto per Sandro e la sua famiglia. Sandro Mazzola è entrato in questa casa nerazzurra da ragazzo e ha scelto di restarci per sempre, e in questa scelta c&#8217;è una vita intera. Diciassette stagioni, una sola maglia, in un calcio che già allora offriva mille strade. E lo fece perché aveva capito una cosa oggi quasi rara: l&#8217;appartenenza non è una catena, ma una forma di libertà. Una scelta che non finì con l&#8217;ultima partita quando appese gli scarpini al chiodo, perché Sandro non lasciò mai l&#8217;Inter. Restò, come dirigente, a servire questi colori con lo stesso spirito con cui li aveva difesi in campo. Aveva sei anni quando Superga gli portò via il padre, Valentino, capitano del Grande Torino, un nome pesante come una montagna. Sandro lo portò con sé con fierezza, senza farne mai un alibi, e trasformò quel peso e quella perdita in una promessa. Non cercò di essere l&#8217;ombra di suo padre, ma di essere degno di lui, e ci riuscì nel modo più bello: diventando se stesso. Quando il Presidente Angelo Moratti gli consegnò il primo stipendio da calciatore, Sandro lo portò a mamma Emilia. Lei guardò quella cifra e non ci credette: «Sono tanti soldi, si sono sbagliati». Sandro era cresciuto così, dando alle cose il peso dei sacrifici, e forse per questo non ha mai smesso di sentire il calcio come un dono. Con la maglia nerazzurra scrisse pagine indelebili: fu protagonista della Grande Inter di Helenio Herrera e del Presidente Angelo Moratti. Conquistò quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Nella finale di Vienna del 1964 firmò una doppietta contro il Real Madrid, e l&#8217;Inter salì sul tetto d&#8217;Europa. Quella squadra non vinceva soltanto: cambiava la storia del calcio, e lui ne era il volto e il talento. Ma la forza più vera di quell&#8217;Inter non stava solo nei trofei, stava nel legame che il Presidente Angelo Moratti aveva saputo creare: prima ancora di essere campioni, erano una famiglia, uomini uniti da qualcosa di più grande di ciascuno di loro. Sandro lo sapeva. Non giocava per sé, ma per i compagni, per quella maglia, per quella casa. Nella sua Inter il noi veniva sempre prima dell&#8217;io, e vincere significava, prima di tutto, essere squadra. Eppure Sandro non si lasciava racchiudere in numeri e ruoli. Era nove senza essere centravanti, otto senza essere centrocampista: ai ruoli preferiva il talento, agli schemi la fantasia. Non aveva il fisico del fuoriclasse né la postura: come è stato scritto in questi giorni, era un prodigio che la logica non sa spiegare. Un mingherlino che ci faceva sentire campioni. E accanto al fuoriclasse c&#8217;era l&#8217;uomo, tenace e dignitoso, capace di battersi per i compagni e di non abbassare mai lo sguardo. Fu un rivale leale. Aveva vent&#8217;anni quando, il 24 febbraio 1963, giocò il suo primo derby contro il Milan: segnò dopo tredici secondi. Da allora il derby fu la sua sfida più bella, con un rivale che divenne un amico: penso all&#8217;amicizia con Gianni Rivera, che sapeva di sfida e di rispetto. In azzurro vinse l&#8217;Europeo del 1968 e fu finalista al Mondiale del 1970: settanta presenze, ventidue gol. E fu soprattutto un uomo umile. Nel 2024, quando l&#8217;Inter conquistò la Seconda Stella, Sandro aveva più di ottant&#8217;anni e una storia che avrebbe potuto bastargli per sempre. Eppure visse la notte del derby del 22 aprile 2024, quella che diede all&#8217;Inter lo Scudetto, da tifoso, come uno di noi e ne parlò al plurale: eravamo stati i primi a portare la Stella a Milano, ed eravamo i primi a conquistare la Seconda. Il giorno dopo disse: «Sento il cuore che batte forte, quella maglia adesso ha ancora più colore». Un uomo che ha vinto tutto e si emozionava ancora come un ragazzo, è questo il segreto della sua grandezza. A maggio tornò sul prato di San Siro, insieme ai suoi compagni della Prima Stella, Gianfranco Bedin, Renato Cappellini e Aristide Guarneri e il popolo nerazzurro lo accolse come si accoglie un pezzo di casa. A novembre festeggiammo insieme i suoi ottantadue anni, con tante vecchie glorie attorno a un tavolo. Fu una giornata semplice, in cui Sandro non era il monumento, ma uno di famiglia. E solo chi ha davvero scritto la storia sa tornare in mezzo alla gente con tanta semplicità. Sandro ci lascia tre eredità che nessuna classifica registra: la lealtà di una sola maglia, il coraggio di trasformare il dolore in forza, l&#8217;umiltà di chi non si è mai sentito un monumento. È questo che fa di un campione una bandiera, e Sandro lo è, e lo sarà per sempre. Ed è qui che sento, come Presidente, il peso e la bellezza di un dovere: il mio e quello di tutti i dirigenti di questo Club. Custodire la memoria e trasmetterla. Perché, come scriveva Cicerone, la vita dei morti è riposta nella memoria dei vivi, e un Club non è grande per i trofei che conserva, ma per ciò che riesce a tramandare; un Club è tanto più grande quanto più sa far vivere il proprio passato dentro il proprio futuro. Per questo, ai ragazzi del nostro settore giovanile non dovremo mai insegnare soltanto a giocare a calcio. Dovremo raccontare loro di uomini come Sandro. Perché la memoria non è polvere da museo: è una lezione che cammina. Da Sandro dovranno imparare l&#8217;umiltà di chi non si sente mai arrivato, il rispetto per i compagni e per gli avversari, il sacrificio che precede ogni gioia, la cultura del lavoro, e l&#8217;appartenenza a questi colori, che non si indossano soltanto, si portano dentro. I campioni passano, gli esempi restano. E finché un ragazzo, indossando questa maglia, si ricorderà di Sandro, Sandro non se ne sarà mai andato. E i suoi valori vivranno in ognuno di loro, ogni volta che entreranno in campo con questi colori. Alla sua famiglia dico: il vostro dolore è anche il nostro, e il nostro affetto non vi mancherà mai. Perché certi uomini non finiscono, ma restano nelle notti di San Siro, nelle voci dei padri che raccontano ai figli, in ogni ragazzo che indossa questi colori sognando di non lasciarli mai più. Grazie Sandro per averci insegnato tanto e regalato tutto. Per sempre nostra Bandiera. ”</p>
</blockquote>



<p>Giuseppe Marotta</p>



<p>Fonte Inter.it</p>
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		<item>
		<title>Mazzola, il ricordo di Massimo Moratti</title>
		<link>https://www.calciointer.net/mazzola-il-ricordo-di-massimo-moratti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 15:23:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ultime notizie - prepartita]]></category>
		<category><![CDATA[Mazzola]]></category>
		<category><![CDATA[Moratti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il saluto alla bandiera nerazzurra “Ciao Sandro, grazie per l’eredità che ci lasci, del ricordo del tuo stile, della tua&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading">Il saluto alla bandiera nerazzurra</h1>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>Nella commovente giornata di ieri dove si sono svolti i funerali di Sandro Mazzola, ovviamente la presenza più scontata era quella di Massimo Moratti, Inter.it ha riportato il commiato del presidente e lo riportiamo anche noi in calce in questa sede, parole che in poche righe riassumono e condensano tanto</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" loading="lazy" width="624" height="351" src="https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2020/05/Moratti-su-Inter-Juve.jpg" alt="" class="wp-image-37719" srcset="https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2020/05/Moratti-su-Inter-Juve.jpg 624w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2020/05/Moratti-su-Inter-Juve-300x169.jpg 300w, https://www.calciointer.net/wp/wp-content/uploads/2020/05/Moratti-su-Inter-Juve-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 624px) 100vw, 624px" /></figure>
</blockquote>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>“Ciao Sandro, grazie per l’eredità che ci lasci, del ricordo del tuo stile, della tua determinazione, della tua caparbietà. Grazie per i gol, bellissimi, che ci hanno fatto gioire. Hai suscitato entusiasmo e rispetto durante tutta la tua vita. Adesso raggiungi i Campioni assieme a te della Grande Inter, del cui prestigio godiamo ancora adesso. Forza Sandro, troverai la pace dopo una vita tanto intensa e noi non ti scorderemo mai. Un bacio.”</p></blockquote></figure>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Massimo Moratti</p></blockquote></figure>
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