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Stramaccioni, il cambiamento nella continuità

Alcune delle note positive nella partita di ieri con il Genoa, esordio in panchina del giovane talento Stramaccioni.

  • 3-0 dopo 38 minuti, il resto della partita è stata frutto di una serie di episodi, finchè la partita è stata “lineare” per usare le parole di Stramaccioni, quello che è emerso è un 3-0 in 38 minuti. Parlare di vittoria sofferta è vero fino ad un certo punto, perchè tutti questi patemi non si sono visti e i toni di sufficienza ascoltati in TV appaiono fuori luogo. Se il Milan vincesse 5-4 si parlerebbe di “show” e “spettacolo”.
  • Cambiasso e Milito migliori in campo, inutile aggiungere altro, due tra i più presi di mira dai tifosi sempre in cerca di un bersaglio su cui accanirsi, sono stati i più reattivi e fondamentali nell’economia del gioco di Stramaccioni.
  • Stessi uomini ma disposti in maniera diversa, “Cambiamento nella continuità”, Stramaccioni ha schierato quasi gli stessi giocatori che schierava Ranieri, ma con un modulo diverso e una distanza tra giocatori e reparti diversa, 5 metri tra un giocatore e l’altro, con movimenti senza palla diversi. La dimostrazione che l’allenatore conta eccome, ieri si è rivista una squadra corta, che in questo modo corre il necessario senza sprecare energie.

 

  • Cambi tempestivi, emblematico quello di Stankovic al 60′, se si pensa a Juve-Inter, senza voler infierire su Ranieri, perchè il dragone in questo momento ha un’ora nelle gambe.
  • Tranquillità dopo i gol del Genoa. La squadra reagisce ai gol subiti, era uno dei problemi principali, il crollo psicologico e la mancata reazione ad ogni gol subìto. Ieri si è vista una squadra che mantiene la calma ad ogni gol del Genoa, si difende e riparte trovando altri gol.
  • Un 4-3-3 che in fase offensiva è un 4-1-4-1, con i terzini che attaccano, con le due mezz’ale che stringono verso il centro sulla trequarti, fungendo anche da vertice sia di un triangolo con il terzino e l’ala, sia di un triangolo con il playmaker e l’altra mezz’ala. Perno fondamentale del gioco è stato Cambiasso, bravo a comporre sia il primo che il secondo blocco. Poli invece è apparso bene quando doveva stringere da interno dialogando con Stankovic e Cambiasso, si è visto meno come vertice tra Zanetti e Zarate.
  • Nessun punto di riferimento fisso in attacco, Milito svaria su tutto il fronte, ma anche le ali molto mobili. Nessun punto di riferimento fisso in attacco, nonostante ciò la squadra non diventa confusionaria, ma mantiene un filo logico nel gioco.
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