Editoriali

Stramaccioni e Branca al capolinea

Moratti si è espresso ieri su Strama e Branca così: “Per conto mio diciamo che mi sta bene così ma con risultati diversi”. Dal morattese all’italiano questa frase si traduce “O arriviamo terzi o saltano Strama e Branca”. E siccome non arriveremo mai terzi, possiamo considerare conclusa l’esperienza di Stramaccioni e probabilmente di Branca all’Inter.  Se per il secondo si tratterebbe di una conseguenza abbastanza logica dopo aver fallito per quattro sessioni di mercato consecutive, per Stramaccioni il discorso è diverso. Arrivato un anno fa con le credenziali di tecnico preparatissimo, ma ovviamente inesperto, le cose sono due: O si è cambiato idea e ora lo si considera un incapace, oppure non si capisce che senso ha avergli fatto fare un anno di esperienza per poi lasciarlo a casa. Con tutto che sono il primo a dire che Stramaccioni è in confusione e sbaglia formazioni da due mesi, il problema di fondo è un altro, ed è che dal dopo Mourinho questa società è tornata ad essere una mangia-allenatori, siamo in prossimità del sesto cambio di allenatore in poco più di due anni e del quarto esonero (Leonardo lasciò l’Inter per sua scelta di accasarsi a Parigi).  Ma chi se li mangia gli allenatori? Sicuramente Benitez e Gasperini vennero boicottati dalla squadra, nessuno o quasi li seguiva, sullo spagnolo Eto’o ebbe a dire alcune cose in proposito. Con Ranieri e Stramaccioni siamo in presenza di una squadra che non ce la fa più prima di tutto fisicamente, a fronte di un presidente che ancora all’indomani dell’estemporanea vittoria di Catania parlava di senatori “insostituibili” e dopo la disfatta di Tottenham ha timidamente aperto ad un ricambio generazionale, da farsi con grande “pazienza” e “calma”. Ma ulteriore impressione è che Stramaccioni non sia più seguito anche lui dallo spogliatoio. Sarebbe un bel ringraziamento nei confronti di uno che li ha difesi a spada tratta (pure troppo) dalle giuste critiche.

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