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Senatori, insostituibili o sfiniti?

Catania, entrano Palacio, Stankovic e Cambiasso e l’Inter stravolge la partita, ecco allora che da ennesima marcia funebre in trasferta (dopo Siena e Firenze) suona invece l’inno identitario della pazzia interista. Non tutti però hanno scelto la chiave celebrativa ed entusiastica per raccontare questa vittoria, per molti interisti infatti Catania è stata la riconferma dell’indecifrabilità di questa stagione, con più ombre che luci. Ma ormai il dibattito nel mondo nerazzurro è da tempo tutto avvitato sui senatori. Quest’ultima partita ha rilanciato la tesi della loro imprescindibilità, fino ai casi limiti alla Moratti che li considera “insostituibili”, in totale contrapposizione con chi vorrebbe pensionarli tutti. Ma allora andiamo a vedere nelle ultime sei partite di campionato come si sono comportati e quanto hanno influito sulla partita i due senatori più discussi, Cambiasso e Zanetti.

 

Si comincia da Inter-Torino, Cambiasso parte dalla panchina e viene inserito sull’1-2 per il Toro, Zanetti contemporaneamente viene spostato a centrocampo. E sono proprio loro due a costruire l’azione del pareggio. Zanetti gioca quasi da ala pura e conquista il fondo più volte, Cambiasso da interno sinistro s’inserisce sul secondo palo e in questo modo realizza il 2-2, servito da un cross basso del capitano. Non a caso in questa partita la vecchia guardia fu celebrata da molti media come ancora la colonna portante dell’Inter. In verità la sfuriata guidata dai due vecchi leoni durò un quarto d’ora, dopo il pari l’Inter già si spense e il Toro ebbe tre palle-gol per ritornare in vantaggio.

 

Si va poi a Siena, Cambiasso non c’è, mentre Zanetti viene schierato interno destro davanti alla difesa. E’ un disastro, il Siena costruisce la vittoria sul suo lato, e dilaga. Mai visto il capitano così compassato, mai un cambio di marcia, mai un’iniziativa, ma è nella fase difensiva il vero disastro, Sestu va a cercare sempre la sua zona e lui non lo contrasta mai. Responsabilità nei primi due gol del Siena: Buca l’intervento difensivo, disco verde per il primo gol del Siena. Non va a contrastare Sestu che segna il 2-1. Con la squadra in 10 passa terzino destro, ma non cambia nulla. Solo un timido cross basso nel finale.

La domenica dopo si gioca in casa con il Chievo, è il giorno del rientro in campo di Milito e Strama ripropone il tridente pesante. Cambiasso è schierato interno destro come incursore, Zanetti terzino destro e dopo la prova disastrosa di Siena ci si chiedeva come avrebbe reagito. Abbandona i ritmi compassati e attacca sulla fascia, percussione e passaggio a Milito o Palacio che gli vengono incontro. Nel secondo tempo soffre Hetemaj che gli va via tre volte. Cambiasso invece rientra dall’infortunio, ma sta benissimo, inserimenti continui fino all’area di rigore avversaria, grinta in difesa, solita intelligenza nelle scelte. E’ il migliore in campo insieme a Cassano, e considerato che questa partita ci ridava Milito in mezzo all’attacco, segna un punto per il partito dei senatori.

 

Ma l’umiliazione di Firenze è in agguato. Già di nuovo privati di Milito, i nerazzurri vengono presi a pallate dai primi minuti e Zanetti e Cambiasso sono i peggiori in campo, anche se la lista sarebbe lunga. In particolare Cambiasso appare in condizioni impresentabili già dai primi minuti. Dopo questa gara è inevitabile che si facciano sentire i fautori del ricambio generazionale.

 

Si arriva al derby tra tanti brutti presentimenti, Zanetti parte terzino sinistro e Cambiasso compone con Gargano un reparto centrale inesistente, non si muovono mai in maniera coordinata, arretrano di metri e metri fino al limite della propria area concedendo la massima libertà ai dirimpettai rossoneri, d’altronde quando provano a pressare vanno a vuoto. Il cuchu in particolare dà totale libertà di manovra e di spazio a Nocerino, è completamente fermo, rincula davanti all’area e guarda gli avversari a distanza. Le poche volte che prova a pressare si capisce perchè preferisca rimanere fermo. Questa partita non solo dà ancora voce a chi pensa che Cambiasso sia ormai una zavorra, ma in particolare a quell’ala oltranzista che pensa che Stramaccioni sia costretto a farlo giocare dal clan dell’Asado dallo stesso Cambiasso comandato. Un po’ meglio fa il capitano, schierato a sinistra nel primo tempo, gioca una partita di totale copertura, sono ormai un ricordo le sue sortite in avanti, ad un certo punto Alvarez dopo uno scatto in avanti si gira a sinistra per allargare, ma non c’è nessuno, Zanetti è indietro di 30 metri. Comunque in difesa il compito lo fa bene, tenendo l’uomo meglio di molti compagni, ed infatti nella ripresa viene spostato a destra a rimediare alla falla creata dalla coppia Guarin-Nagatomo. De Sciglio che nel primo tempo faceva quello che voleva, nella ripresa non sfonda più.

 

Ed eccoci arrivati al 3-2 del Cibali, un vero e proprio colpo di coda che ha ridato fiato a chi crede che l’Inter debba stare saldamente aggrappata ai vecchi campioni. Stankovic ridà un senso al centrocampo, Cambiasso entra nell’ultimo quarto d’ora e si rende protagonista di tre inserimenti, in uno fa velo, in un altro si mangia un gol, nel terzo serve l’assist vincente a Palacio, complice lo svenimento di Spolli. Male invece Zanetti, che gioca in pratica da terzo centrale aggiunto affiancando Jesus, mentre quando prende la fascia viene regolarmente superato. Primo segnale di vita al 42′, quando un suo cross viene deviato. Molla la presa su Bergessio che poi va a segnare l’1-0. Triste vedere l’unico tentativo di percussione evaporare sul nascere al primo contrasto.

 

Dunque tiriamo le somme, Cambiasso è collassato nei due big-match con Fiorentina e Milan, ha giocato bene contro un molle Chievo, è stato decisivo entrando nei minuti finali con Torino e Catania. Insomma è questo il suo ruolo, giocando negli ultimi 15-30 minuti, grazie alle sue caratteristiche, può essere ancora utile e determinante, ma non di più.

 

Zanetti è stato trascinatore con il Toro, è naufragato con Siena, Fiorentina e Catania, ha giocato discretamente con il Chievo, ha limitato i danni con il Milan.

Onestamente l’unica partita di questo pacchetto in cui ha convinto è stata con il Torino, giocando come ala destra avanzata. Come terzino fatica e non sale più, come mediano è un colabrodo. Si può pensare per lui un ruolo alla Giggs, esterno alto entrando a venti minuti dalla fine, non di più. Ma dovrebbe prendere seriamente in considerazione l’idea di ritirarsi con onore a fine stagione, un altro anno in campo infatti rischia di macchiare la sua gloriosa carriera.

 

Chivu è quasi sempre infortunato, Samuel è fuori da due mesi, Stankovic è stato fuori 10 mesi, Milito sappiamo tutti la gravità del suo infortunio.

Onestamente pensare che gli eroi del triplete siano “insostituibili” vuol dire avere le fette di prosciutto sugli occhi e vivere nel passato, pensare che siano loro la causa di tutti i mali è però un estremizzazione, anzi sono ancora in grado di raddrizzare qualche partita, ma fondare un progetto su di loro è impensabile ed anche la storia del mix giovani-vecchi non funziona perchè c’è bisogno di una struttura di squadra su cui fondare una stagione di 9 mesi. La squadra quest’estate va rifatta dalle fondamenta, anche se si riuscisse miracolosamente ad arrivare terzi.

 

 

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