Calciomercato / Editoriali

Il mercato pragmatico

Messaggi telegrafici, che non danno spazio a repliche, dal “siamo a posto così”, di Ausilio ieri sera, al “non faremo altri acquisti, è stato un mercato pragmatico” di Sabatini di qualche minuto fa. Eppure, una normale analisi della rosa dice che manca almeno un difensore centrale e un esterno offensivo, poi a voler bene vedere non c’è un incontrista, non c’è un vero numero dieci, ma forse è in quella parola, “pragmatico”, che andrebbe tradotta in “di necessità”. L’impressione è che Sabatini e Ausilio stiano facendo da parafulmine verso la proprietà, facendo passare per scelte loro quelle che sono scelte che arrivano dalla Cina, cioè quella di chiudere brutalmente il mercato sul più bello, rimandando tutto a gennaio, mollando il dipinto a metà. Che sia un mercato incompleto è un dato oggettivo, poi si può avere fede nei miracoli di Spalletti, si può sperare che non si infortuni nessuno e giri tutto bene, ma questo c’entra poco con la razionalità, la vocazione a fare i monaci o i chierici è una scelta individuale, ma la realtà dice che una squadra di calcio professionistico non può non avere un sostituto per ogni ruolo, forse è così anche nei dilettanti. Più tardi Sabatini riapre all’acquisto di Karamoh, si continua a trattare, ancora 24 ore.