Partita

Roma-Inter, più che aria di neve, aria di figuraccia epocale

L’Inter non-gioca una delle più inaccettabili partite degli ultimi anni, era da almeno 10 anni che non si vedeva un picco di mediocrità e dilettantismo simile, dai tempi delle sonore figuracce a Parma di fine anni ’90, dai tempi dell’Inter di Lippi e Zaccheroni, altri due allenatori che mal sopportavano i trequartisti e i playmakers.

 

Possesso palla portato alla sua massima espressione significa non far toccare il pallone agli avversari. Si tratta di un utopismo calcistico che sa di delirio di onnipotenza e inutilità nel momento in cui nel calcio con due passaggi una squadra può sempre andare in gol. Per questo non mi piace il possesso palla e non invidio quelle squadre come il Barcellona e la Roma che vivono questo credo calcistico, senza negare che se le cose girano e ci si trova di fronte una squadra che non riesce a fare due passaggi di fila, questo modo di giocare può dare i suoi frutti, tanto quanto altri modi di giocare comunque. E la Roma con l’Inter si troverà di fronte proprio un avversario simile, l’avversario dei suoi sogni per realizzare l’utopia calcistica del possesso palla assoluto e dell’annichilimento dell’avversario. Più unico che raro.

Guardando la formazione della Roma, la prima cosa che vado a chiedermi è, ma chi difende in questa squadra, portiere a parte? Un certo incosciente ottimismo mi pervade prima di questa gara, pur sapendo che con la Roma non ci sono mezze misure e l’Inter sembra sempre ricadere negli stessi problemi, in una stagione destinata a rincorrere.

Sneijder e Alvarez ko, Obi va a fare l’esterno sinistro nel 4-4-2. In fase difensiva è un 4-4-2 lineare, ma in fase offensiva Cambiasso fa il vertice basso, Zanetti e Palombo interni pochi metri più avanti e Obi si sgancia largo e offensivo a sinistra, quasi sulla linea degli attaccanti.

Roma-inter juan gol

Il gol di Juan

Pazzini là davanti lotta come un leone, ma Maicon si perde Borini alla prima diagonale, dopo pochi minuti è già allarme rosso. La Roma che attacca è una squadra di calcetto che gioca con tutti gli effettivi, vogliono entrare in porta con la palla, ma il gol arriva da calcio d’angolo con un terzo tempo di Juan, propiziato da un blocco cestistico di De Rossi su Samuel, e da un Maicon molle come non mai. Risponde subito Milito, il tiro è ben piazzato, ma debole.

La Roma fa superiorità numerica sulla destra con Taddei, Lamela (che qualità di giocatore!) e Totti, Nagatomo e Obi hanno un battesimo di fuoco, finchè Samuel va quasi in marcatura a uomo su Totti.

Il pressing della Roma è accecante, dall’altra parte Pazzini pressa da solo.

Lucio sale a vuoto, Totti prolunga per Borini che va a insaccare, più che aria di neve c’è aria di figuraccia epocale. Il primo tempo si chiude respirando questa sensazione.

Ranieri

Il secondo tempo si gioca con un 4-5-1 senza Pazzini, che non può che essere un tentativo di congelare il passivo di due gol cercando di ripartire in contropiede, ma in campo non ci sono meccanismi di squadra e ogni proposito è vanificato. Al 66′ entra Faraoni e va a fare l’esterno alto con Zanetti che scala terzino (tanto lo faceva già in veste di balia di Maicon). L’intenzione sembra un 4-1-4-1 con Obi e Faraoni esterni alti, Cambiasso e Poli interni e Palombo vertice basso. Di buone intenzioni è lastricata la strada per l’inferno e gli olè del pubblico romanista all’80’ sono troppi. Voglia di andar via.

Personalmente non ho visto un disastro collettivo uniforme; alcuni hanno giocato male, ma impegnandosi, altri hanno fatto una partita da dilettanti annoiati in vacanza. Ranieri con quei cambi è come se avesse alzato bandiera bianca già alla fine del primo tempo, ma non era quello che più credeva in questa squadra?

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