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Ritorno a Bologna per Strama

 

Convocati Bologna-Inter –

Tanti assenti per la partita con il Bologna e solo 20 i giocatori convocati. Oltre ai già infortunati Chivu, Stankovic, Mariga, Sneijder e Obi, ora è fuori anche Coutinho dopo l’infortunio di giovedì sera. Rientra invece Castellazzi. Stramaccioni ha garantito che Cassano giocherà, ma in caso di turnover è pronto Alvarez, difeso dal tecnico dopo gli erroracci nella gara con il Catania.

Ecco i convocati:

Portieri: 1 Handanovic, 12 Castellazzi, 27 Belec;

Difensori: 4 Zanetti, 6 Silvestre, 23 Ranocchia, 25 Samuel, 31 Pereira, 40 Juan Jesus, 42 Jonathan, 55 Nagatomo;

Centrocampisti: 11 Alvarez, 14 Guarin, 16 Mudingayi, 19 Cambiasso, 21 Gargano;

Attaccanti: 8 Palacio, 22 Milito, 88 Livaja, 99 Cassano.

 

Le parole di Stramaccioni in conferenza stampa –

Giocherà Cassano?
Non vedo perché dovremmo rinunciarci. Assolutamente sì, e dei tre davanti è quello che sta facendo meglio.

Che ricordo hai di Bologna?
Lì sono cominciato a diventare un piccolo ometto perché sono stato lontano da casa e dai genitori. In quello stadio, quando ero ragazzo sognavo di arrivare in Serie A. Sono stato molto male quando ho dovuto smettere, ma ora ci arrivo da allenatore dell’Inter ed è un sogno.

Cassano è in calo?
Nel primo tempo aveva fatto bene, e l’Inter stava soffrendo di più. Se la palla fosse andata 30 cm più bassa, staremmo a parlare di altro. La staffetta con Palacio è la dimostrazione che ho giocatori talmente forti in attacco da permettermi qualsiasi rotazione.

Come pensi di affrontare l’assenza di fantasia? Come sta Alvarez?
L’infortunio di Coutinho mi è dispiaciuto tanto, a parte la perdita momentanea del giocatore, è un ragazzo d’oro. L’ho visto triste perché era in un ottimo momento e sta dimostrando di essere un grandissimo prospetto. L’infortunio di Philippe si somma a quello di Wes e abbiamo perso giocatori di grande qualità Se una squadra come l’Inter dipende da due giocatori, vuol dire che non ci siamo. Abbiamo le qualità e le doti per stare senza di loro. Alvarez? Sta bene e a mio avviso presentarsi per due volte a tu per tu col portiere vuol dire che ci sei. Se fai il primo gol casca lo stadio perché ha fatto una giocata da campione. A Torino cambiò la partita e nell’altro caso è stato sempre utilizzato. Avendo avuto l’operazione a inizio anno non è stato inserito in lista per l’Europa League. E’ un ottimo giocatore e lo dimostrerà. Quelli che abbiamo lasciato fuori erano reduci da un intervento chirurgico.

Un bilancio di questo inizio di stagione.
Mi interessa è che si riconosca quello che sta facendo la squadra. Non voglio vedere per troppo tempo gli stessi errori, dal 5 agosto siamo cresciuti tantissimo. Però posso dire, lo avevo detto a caldo, che la nostra forza mentale con cui abbiamo affrontato il Partizan testimonia qualcosa di importante. Ci può stare vincere soffrendo con la migliore squadra serba. Per me è ragionevole.

Quanto è importante Palacio?
Quando ha giocato con Milito e Cassano ha dimostrato di essere pericoloso. E’ arrivato all’Inter perché ha fiuto del gol e caratteristiche diverse dagli altri.

Che Bologna ti aspetti?
Stiamo cercando di preparare tutto al meglio. Hanno gran voglia di mettersi in mostra, poi ho notato che nelle grandi partite hanno sempre avuto un atteggiamento molto offensivo, mettendo molto in difficoltà le squadre davanti in classifica.

L’Inter è una delle poche squadre italiane che ha attuato meno turnover. Come mai?
Per noi è importante camminare in Europa. Abbiamo sempre detto che ci dobbiamo stare e da Inter. Il turno del giovedì ti costringe a gestire le energie. Se sei in trasferta parti il sabato e hai un solo giorno di allenamento. Bisogna mantenere un’integrità per il campionato. Non è mai scesa in campo un Inter B, c’è stato un mix ma non abbiamo mai perso la nostra identità. Quelli che hanno fatto meglio sono quelli che hanno trovato meno spazio. Sono contento di essere messo in difficoltà.

Guarìn sembra essere in un netto calo.
Lui è l’ideale quando fa il terzo centrocampista e appoggia la punta centrale. Le sue migliori interpretazioni nascono in questo schema tattico. Quando gli si chiede qualcosa diversa, diventa molto meno appariscente. Questo lo so, lui lo sa e c’è un pizzichino di interpretazione diversa.

Ti danno fastidio le imitazioni o ti divertono?
Mi fanno veramente ridere. E’ una cosa simpatica, giocano sui miei difetti, sulla lingua, sul mio idioma. Sono cose rispettose, anche divertenti. Fa parte di tutto il pacchetto ma non lo faccio apposta.

Riesci a non pensare alla Juventus?
Vivo ogni gara come se fosse l’ultima, programmo gli allenamenti e il volume che si produce, in relazione a questo. Non puoi nell’allenamento di lunedì programmare un volume di intensità troppo alto, non ha senso. Non penso alla Juventus, penso che sarà la sesta sfida di un ciclo ravvicinato. 

(Fcinternews.it)

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