Editoriali

Piove, governo ladro

mazzarri laserE’ stata una serata “stupenda”, talmente “esilarante” che i tifosi interisti la ricorderanno per anni e la racconteranno ai loro figli ma che forse permetterà al presidente Thohir di chiudere definitivamente e in modo risoluto il rapporto contrattuale con un mediocre allenatore capitato per caso, meglio con gravi quote di responsabilità di certi dirigenti.
Quella della pioggia è qualcosa di incredibile, da fratelli Marx, Woody Allen, Mel Brooks e aiutateci a trovare altri grandi, è da film comico-demenziale. Cosa scriverebbero i giornalisti inglesi, francesi, tedeschi se un allenatore di quei campionati tirasse in ballo la pioggia? Anni fa si diceva “piove, governo ladro” ora si dirà piove, campionato ladro.
Ma torniamo a Thohir e al futuro dell’Inter. Si è rivelato sprovveduto, ma anche un imprenditore tipico da multinazionale che tende, peraltro giustamente, ad avvalersi di dirigenti ed esperti della Società acquistata e della nazione in cui opera, perlomeno inizialmente. Non sa inoltre la lingua, ha preso la Società da colui che ha ottenuto grandi risultati nel calcio, si è fidato di dirigenti tecnici che conoscono il campionato italiano. zanetti con thohirNon lo difendiamo, abbiamo  espresso perplessità  su di lui, ma la gestione del rapporto con l’allenatore è assolutamente imputabile a persone inadeguate, forse in malafede. Il rinnovo del contratto si sta rivelando intempestivo, affrettato, un grave errore, ma tutti ormai si rendono conto che è stato anche spinto da persone che hanno un ruolo tecnico importante, addirittura decisivo e che si chiamano Fassone, prima anche Branca, e Ausilio (altro rinnovo contrattuale affrettato).
Abbiamo recentemente definito i due come il gatto e la volpe di collodiana memoria, ma notiamo con sollievo e speranza che Thohir sembra staccarsi dal ruolo di Pinocchio. Le sue ultime dichiarazioni pubbliche circa la richiesta all’allenatore e alla squadra di fare punti senza più alibi sembrano indicarci un importante cambio di rotta al punto da far presumere il licenziamento di Mazzarri anche a breve nonostante il suo spropositato ingaggio. Tornando all’approccio tipico di una multinazionale tutto ciò dovrebbe preludere anche alla chiusura del rapporto con Fassone e forse Ausilio, in quanto hanno mancato i loro obiettivi e si sono rivelati persone non più  attendibili e di fiducia.
Cosa ha determinato simile cambiamento di rotta? Abbiamo una fondata ipotesi che porta a persone che non parlano l’italiano o lo parlano a fatica, ma che sono da lui considerate molto esperte del mondo del calcio e di altissimo livello. Persone che erano nel Manchester United e cioè Bolingbroke, attuale amministratore delegato dell’Inter, e Vidic. Notevole infatti la coincidenza tra il cambiamento di Thohir e le voci di un ritorno di Vidic allo United. Sarebbe la conferma di quanto da noi scritto e cioè di dissapori tra il serbo e Mazzarri, del suo disagio a giocare con schemi che lo espongono a brutte figure, del suo desiderio di tornare ad un calcio moderno, non antiquato. Bolingbroke e Vidic avranno parlato con Thohir che si sarebbe reso conto che la situazione è insostenibile? Bolingbroke, a questo punto, sarebbe da considerarsi anche dirigente della parte tecnica in attesa di sviluppi (e licenziamenti). Non pensiamo sia fantacalcio, anzi, e presto vedremo i fatti che, speriamo vivamente, confermeranno questa ipotesi e ci daranno un vero presidente da Inter. E  allora? Sarà un campionato ladro ma sarebbe l’inizio della fine di un incubo e il ritorno del’Inter come squadra da apprezzare ed amare.
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