Editoriali

Ora ci giochiamo tutto

shaqiri malpensaCi risvegliamo di colpo con due big internazionali, l’entusiasmo dei tifosi per Podolski e Shaqiri è incontenibile (con qualche eccesso, lo svizzero al suo arrivo a Malpensa è costretto ad uscire da una porta secondaria), ma cos’è successo? Diciamo un’ovvietà, ma pochi la scrivono: con Mazzarri questi due colpi non sarebbero mai avvenuti, nessun giocatore di caratura internazionale sarebbe mai arrivato a Milano col macellaio in panchina. Era quel processo di provincializzazione e ridimensionamento – avvallato anche da certa stampa “interista” – a cui è stato posto fine con l’ingaggio di Mancini. Col ritorno del mancio in panchina abbiamo ritrovato la nostra dimensione, il prestigio e la progettualità. Il ruolo di Ausilio e Fassone appare del tutto marginale e il tecnico jesino sta operando come un manager di Premier riportando a casa Inter tutta la sua esperienza accumulata in questi anni. L’affare Podolski è un raffinamento dell’operazione Vidic, basti pensare che l’atleta tedesco ha più di 7 milioni di fan su facebook e oltre 2 milioni di followers su twitter. Ma è più giovane di Vidic, è più famoso e ha più appeal. Si apre così un giro di ricavi fondamentale per le casse dell’Inter, tradotto si spera di vendere qualche maglietta in più di quante se ne sono vendute finora. Quella di Thohir è una giocata d’azzardo su cui l’indonesiano si punta tutto: a giugno infatti si dovranno pagare circa 50 milioni per i vari riscatti dei tanti giocatori presi in prestito in questi mesi (anche se non tutti verranno riscattati), questi soldi si conta di prenderli dalla qualificazione in Champions, senza la quale si aprirebbero scenari inquietanti e il repentino addio di Podolski e forse dello stesso Shaqiri (oltre che di Handanovic o Kovacic). Prepariamoci quindi a vivere cinque mesi ad alta intensità, in cui ci giochiamo tutto. Forza Inter.

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