No fake no money

thohir scrivania

Plusvalenze, pareggio di bilancio, fair play finanziario, risanamento dei conti, obbiettivo terzo posto, ma non è un dramma andare in Europa League, partners strategici: se un tifoso interista fosse stato ibernato otto anni fa e si fosse svegliato adesso credo non si capaciterebbe e raccapezzerebbe molto. Ma eccoci qua, il contesto lo sappiamo ed è stato anche ampiamente accettato. Il tifoso, a differenza di quanto si crede, non ama le favole e preferisce la dura realtà, lo ha capito anche Thohir che ha chiarito di non voler fare il fake con loro e che ha bisogno di plusvalenze per 50 milioni e dei soldi dei cinesi della Suning. D’altra parte l’indonesiano non si è mai presentato come uno sceicco, secondo la rivista forbes non è nemmeno un miliardario, il suo patrimonio personale si attesterebbe nell’ordine dei milioni, ma c’è una cosa da capire: l’Inter è l’Inter e tutto ciò non può durare in eterno. Una volta risanato il bilancio e entrati i primi ricavi, e pare che ci siamo – bravo Thohir – bisogna ricominciare a spendere. Da Thohir ci sarebbe piaciuto sentito dire ok quest’anno ancora mercato autofinanziato, ma dall’anno prossimo si torna a pensare in grande.

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