Nel bene e nel male di questa serie A

Bilancio girone d’andata

Primo mini bilancio del campionato italiano di calcio, tante cose da dire, magari le riprenderemo, ma intanto ho pensato di sintetizzarle in un unico articolo, vediamo un po’

E’ finito il girone d’andata e sembra che partita dopo partita in serie A stia saltando il fattore campo, quel gran vecchio fattore campo che un tempo era una garanzia. Sempre più vittorie in trasferta infatti, addirittura ne abbiamo contate sei nell’ultimo turno, a fronte di quattro pareggi, e pensate, nessuna vittoria in casa. Buon per noi che giocavamo a Parma, ma è stato un crescendo, se si scorrono le giornate di questo 25/26 si vede come partita dopo partita le vittorie fuori casa sono sempre di più, fino ad arrivare al climax dell’ultimo turno, come già detto. In realtà mancano ancora quattro partite da recuperare, tra cui Inter-Lecce il 14 gennaio, ma il Biscione è matematicamente d’inverno campione. Un primo grande risultato con di gran lunga il miglior attacco della competizione.

Si era lamentato a lungo l’assenza dei bomber centravanti, ma piano piano stanno emergendo, Lautaro è capocannoniere con dieci gol, segue Pulisic del Milan, ma si sono sbloccati ultimamente persino David della Juve e Ferguson della Roma, ma pure Krstovic dell’Atalanta e Colombo del Genoa, ma anche Kean della Fiorentina e Scamacca dell’Atalanta, ma il gol a lui glielo hanno annullato in verità, pure occhio a Pellegrino del Parma, ce ne sono, ce ne sono. Poi se gli si chiede di giocare lontano dalla porta non chiediamogli 30 gol a stagione ai numeri nove dico.

A livello di gioco noi siamo i migliori, noi Inter, ma per vedere una bella partita consiglio anche il Como, il Lecce, ma pure l’Atalanta. Apparirò fazioso e di parte, ma Milan, Napoli e Juve fanno invece un gioco noioso, piuttosto la Roma. Ma la vera sorpresa del campionato non è il Como, che ha speso 100 milioni perbacco, ma la Cremonese perdinci, data per spacciata da tutti ad inizio stagione e che si trova invece solidamente a metà classifica. La sorpresa negativa invece è la Fiorentina, però sta recuperando con Vanoli in panchina, impossibile d’altronde che i viola possano retrocedere con un organico del genere. Suvvia. Verona e Pisa non sono bruttine, creano tanto, ma sono leggerine, le vedo male al contrario. L’Udinese nel frattempo ha fatto una squadra di marcantoni di un metro e novanta, ha rigenerato Zaniolo, ma ha un allenatore che non parla nemmeno l’italiano come la maggioranza dei suoi giocatori. Peccato. Cagliari e Parma da par loro hanno un progetto giovani ammirevole, Sassuolo, Torino e Bologna vanno avanti tra alti e bassi ma nel complesso stanno facendo bene, il Genoa invece soffre, la Lazio si tiene a galla e si affida alla maturità di Sarri, che ha mollato i toni polemici e pensa solo al campo, Chivu docet.

Si parla nel frattempo di una serie A come cimitero degli elefanti, a dirla tutta un pochino a vanvera, perchè se vai a vedere c’è qualche vecchio campione di 40 anni, come Modric, Vardy, Pedro, Matic, De Bruyne, che a parte l’ultimo che è infortunato stanno facendo pure tutti bene, ma in realtà ci sono un sacco di giovani, al contrario chi non c’è rispetto agli altri principali campionati sono i big della fascia 25-30 anni, a parte Lautaro e il nucleo interista, più Leao, Pulisic e qualcun altro.

Registriamo infine con piacere che per la prima volta un presidente si è lamentato del calendario spezzatino, di questi orari assurdi, quasi sempre alla sera nel week end oppure al pomeriggio in infrasettimanale, si tratta di Giulini del Cagliari. Ben vengano altri. Certo sia chiaro, qui non c’è nessun nostalgico che vuole tornare alla serie A tutti in contemporanea alla domenica pomeriggio, la tv ci ha regalato il sogno di bambini cresciuti alla radio di poter vedere tutte le partite, ma ci vorrebbe criterio ed equilibrio, senza passare da un estremo all’altro e con rispetto per i tifosi che vanno allo stadio.

Questo è quindi quello che volevo dirvi per il momento di questa serie A che di questi tempi fa un po’ figo snobbare e schifare, ma non fa così schifo anche se ha tante indubbie criticità, se poi tutte le italiane onorassero gli impegni nelle coppe europee invece di risparmiarsi per il campionato, questo darebbe più prestigio allo stesso torneo.