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Mancini, addio in 48 ore?

mancini barba incoltaSembra proprio che Mancini possa lasciare l’Inter già nella giornata di domani. Lo riferisce la Gazzetta dello sport, che parla di rapporti ormai irricucibili tra il mancio e la coppia Thohir-Bolingbroke. (Leggi i dettagli sotto)

Il presidente indonesiano nell’incontro dell’altro ieri avrebbe sostanzialmente invitato il tecnico ad allinearsi come un soldatino alla linea societaria e sarebbe arrivato a sfidarlo, “se non te la senti di proseguire dimettiti..” (Corriere dello sport). Un atteggiamento al limite del mobbing nei confronti di chi fino a pochi mesi fa era l’allenatore-manager con pieni poteri sul mercato e ora senza alcuna comunicazione è stato degradato a insegnante di educazione fisica. Molti tifosi esulteranno per l’addio di Mancini e la sua umiliazione, non gli perdonano l’acquisto di Felipe Melo, dimenticando però che senza di lui giocatori come Miranda, Perisic, Jovetic e Eder non sarebbero mai venuti all’Inter. Influisce nell’antipatìa generalizzata anche il litigio con Sarri del gennaio scorso, i vestiti eleganti e la sua passione per l’Inghilterra. Ovviamente anche Mancini ha le sue colpe e fallendo l’obbiettivo del terzo posto ha perso credito e credibilità sia agli occhi dei tifosi che in società e le sue richieste hanno oggettivamente perso peso e valore. A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato il vicepresidente Zanetti che a un emittente argentina è tornato per l’ennesima volta ad auspicare “un giorno” l’arrivo di Simeone all’Inter, seppur con i consueti toni pacati e rispettosi da democristiano navigato. L’argentino, nella sua legittima ambizione di diventare il principale dirigente dell’Inter, ha di fatto preso il posto di Mancini nelle scelte di mercato e si prepara a ricreare una colonia di connazionali, che ai suoi occhi è il modo migliore di rifare grande l’Inter, inoltre si spende in prima persona per bloccare la cessione di Icardi, che probabilmente invece Mancini cederebbe volentieri in cambio di Gabbiadini, mentre Ausilio sembra messo ai margini e in partenza per gli Usa si è detto sostanzialmente all’oscuro di tutto, auspicando di essere coinvolto nelle prossime ore nelle decisioni che verranno prese. La società sostanzialmente non ha voluto esonerare Mancini a maggio per non pagargli per un anno lo stipendio (contratto in scadenza nel 2017), ma in questi mesi ha fatto di tutto per indurlo alle dimissioni con una sottile campagna di delegittimazione agli occhi dei tifosi e facendogli il vuoto intorno. Speriamo ci sia già un piano B pronto e un sostituto all’altezza. Amala.